Il Milan è in crisi di risultati e di gioco. In discussione però non sembra più esserci solo l'allenatore, ma la questione sembra essersi spostata ad un livello più alto. Nel mirino della proprietà è entrato addirittura anche Adriano Galliani, amministratore delegato e da sempre uomo di fiducia di Silvio Berlusconi.

E' stata proprio la figlia del presidente, Barbara in società da pochi anni nella veste di dirigente, a lanciare in maniera neanche tanto velata i primi strali su Galliani.

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Il comunicato emesso ieri dall'ANSA recita testualmente "Il presidente del Milan, Silvio Berlusconi ha avuto un colloquio con la figlia Barbara che ha chiesto al padre un deciso cambio di rotta nella gestione della società, notando che nelle ultime due campagne acquisti il Milan non ha speso poco, ma male".

In una nota di stampa successiva, Barbara Berlusconi ha precisato che ha solo chiesto al padre una diversa filosofia aziendale e non il cambio dell'amministratore delegato, ma la miccia sembra comunque essere stata accesa.

In casa Milan da sempre la vittoria (o anche un pareggio onorevole come caso dell'ultima partita con il Barcellona, in cui Allegri aveva ascoltato i consigli del presidente...) ha un solo padrone, mentre invece la sconfitta è sempre da addebitare al tecnico di turno o ai giocatori.

Da oggi le colpe della stagione già compromessa (16 punti dal terzo posto) sono anche di Galliani a cui si imputa soprattutto di avere speso male nelle ultime 2 stagioni; l'acquisto di Matri (inutile per via della presenza in rosa del clone Pazzini, quando sarebbe stato invece necessario rinforzare altri reparti) può giustificare la critica, ma Galliani negli ultimi anni è riuscito comunque a rendere competitiva una squadra decimata dalle "cessioni necessarie" (Ibrahimovic, Shevchenko , Thiago Silva, Kakà) per sanare il bilancio, per di più potendo solo comprare giocatori in prestito o quasi.

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Altro punto sottolineato dalla dirigente rossonera nel colloquio con il padre presidente, è la mancata programmazione anche per l'assenza di una moderna rete di osservatori che si assicuri i migliori talenti prima che diventino troppo costosi. Su questo punto le critiche possono essere veritiere, ma non sempre è facile a livello giovanile distinguere le qualità di un potenziale top player e soprattutto capire se possa essere "da Milan". Se guardiamo anche le altri grandi realtà europee (escluso il Barcellona con la "nidiata" dei Xavi e degli Iniesta di qualche anno fa) difficilmente si trovano prodotti "costruiti" in casa, ma costosi acquisti che il Milan non si può più permettere e quando ci è riuscito (vedi Thiago Silva) ha dovuto in seguito sacrificare.

Ultima e non velata critica è quella relativa al gioco. Secondo Barbara Berlusconi squadre come Roma e Fiorentina che hanno speso come il Milan, giocano meglio e sono più competitive. E' assolutamente vero che la squadra rossonera non ha un gioco e sembra sempre essere in condizioni atletiche deficitarie con giocatori che si rompono facilmente e recuperano con tempi perlomeno tripli rispetto a quelli di giocatori di altre squadre.

Su questo non si può non essere d'accordo e Galliani, in quanto responsabile operativo, dovrebbe investigare. E' però anche altrettanto palese che per esempio Fiorentina e Roma hanno speso come e forse più del Milan (lo stesso Galliani ammise l'ammirazione per Strootman, ma non poté acquistarlo per la cifra a cui invece arrivò la Roma).

In sostanza Adriano Galliani non viene mai nominato direttamente da Barbara Berlusconi, ma sembrano addensarsi nuvole torve sul plenipotenziario rossonero, visto che è proprio lui il padrone incontrastato delle strategie e delle operazioni del mercato rossonero.

Silvio Berlusconi è da sempre legato storicamente agli uomini come Galliani che lo seguono da decenni e lo hanno accompagnato nel suo percorso pre-politico (Dell'Utri, Confalonieri, Doris) e non li ha mai abbandonati anche nei momenti di difficoltà, ma i suoi figli (Piersilvio in Mediaset e Marina in Mondadori) non sono abituati a recitare un ruolo subalterno nelle aziende paterne e quindi si prevedono a breve altre "scosse" per il riequilibrio dei "giochi di potere" all'interno della galassia rossonera, che sicuramente avranno influenza anche nell'area tecnica.