Si sono presentati alla porta di casa con un mandato di perquisizione. Hanno portato via i computer, le agende, i quaderni di appunti e molti altri documenti personali. Gli uomini della squadra mobile di Cremona devono essere stati per Ringhio Gattuso la peggiore visione di tutta la sua vita dal momento che si è visto contestare il reato di "illecito sportivo". Un'accusa infamante che per la giustizia sportiva significa una pena di minimo tre anni di squalifica: una macchia indelebile sulla sua carriera da calciatore, ma significherebbe anche un lungo stop che potrebbe compromettere quella appena inziata da allenatore.



Le partite sotto la lente d'ingrandimento che lo vedono coinvolto sono state disputate con la casacca del Milan contro Bari, Chievo, Lazio e Cagliari. La più clamorosa, come alcuni ricorderanno, fu il pareggio casalingo contro i biancorossi, già condannati alla retrocessione. Gattuso però smentisce tutto: "La partita con il Bari me la ricordo bene; per quel pareggio siamo stati malissimo e la rabbia non ci è passata per giorni".

Il calciatore, campione del mondo nel 2006 con la Nazionale, viene addirittura indicato come possibile "parte integrante di un gruppo criminale" vicino agli Zingari e ad altri gruppi di Singapore, già noti al calcioscommesse, per essere stato in stretto contatto telefonico con Salvatore Spadaro e Francesco Bazzani. Quest'ultimi sono considerati i punti di riferimento delle bande straniere che erano intenzionate a scommettere in Italia. Gattuso si difende anche da questo dicendo che "le telefonate erano per i biglietti delle partite e magliette autografate", mentre sugli sms (tredici in tutto) dice di non aver mai risposto. "Sono sereno" ha concluso l'ex rossonero "ma se scoprono che sono colpevole giuro che mi ammazzo".

Anche Brocchi, suo ex compagno al Milan, è stato indagato per il medesimo reato e si è detto sconvolto dall'indagine della Procura nei suoi confronti: "Erano solo telefonate sporadiche. Di telefonate un calciatore di Serie A ne riceve almeno un centinaio al giorno. Cosa ne potevo sapere di quello che facevano queste persone? Adesso alleno i ragazzi, insegno loro i valori dello sport e poi mi capita questo...".

Anche altre società risultano coinvolte. Almeno 30 gli incontri a rischio manipolazione tra cui un buon numero disputati proprio dai cugini dell'Inter, ma anche da Parma, Atalanta, Pescara, Bologna e Siena. Tutte gare disputate nel 2013: particolare attenzione viene posta su Palermo-Inter del 28 Aprile terminata con il risultato di 1-0.

Le indagini della Procura di Cremona vanno avanti per fare ulteriore chiarezza, ma il Pm Roberto Di Martino rassicura:"Pagheranno solo i colpevoli, soltanto i tesserati infedeli dei club e non le società se sarà appurato che non sono coinvolti i loro dirigenti". Nel caso lo fossero, però, dovrebbero arrivare forti penalizzazioni e, nel peggiore dei casi, il rischio persino di una retrocessione come avvenne per la Juventus nel caso Calciopoli. 
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