Il momento in casa Milan è di quelli difficili, forse il più difficile che i rossoneri abbiano mai dovuto affrontare da 25 anni a questa parte, peggiore anche rispetto a quello che aveva avuto per protagonista Arrigo Sacchi, alla sua seconda esperienza in quel di Milanello, così come quella di Fabio Capello, che si ritrovò ad allenare il Milan degli olandesi 'scarsi'. Avere 35 punti dopo 28 partite non è da Milan, come non è da Milan avere 40 punti di distacco dalla capolista Juventus. Urge qualche cambiamento. 

Berlusconi stanco di Seedorf? - Domanda lecita dopo che lo stesso patron Berlusconi ha deciso in un certo senso di 'commissionare' Clarence Seedorf, mettendo al fianco della figura del tecnico olandese quella dell'amministratore delegato Galliani, con quest'ultimo che seguirà come un'ombra l'ex numero 10 del Milan nelle delicate trasferte di Roma (contro Lazio) e Firenze (dove i rossoneri saranno di scena per il turno infrasettimanale). 

Filippo Inzaghi in pole position - Nonostante le dichiarazioni di facciata dello stesso ad del Milan Adriano Galliani in merito alla sua vicinanza con Seedorf, tutti ricorderanno come l'amministratore delegato dei rossoneri abbia più volte manifestato il proprio amore calcistico nei confronti del giocatore prima e dell'allenatore poi Filippo Inzaghi, attuale tecnico della Primavera del Milan, con cui Superpippo ha vinto a febbraio il Viareggio, battendo in finale l'Anderlecht.

La Gazzetta dello Sport riportava ieri che Inzaghi sarebbe il candidato numero uno per succedere a Seedorf in panchina a partire dalla prossima stagione. 

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