Di esternazioni pungenti nella sua carriera Josè Mourinho neha sparate tante, pure quando allenava l’Inter. Su tutte si ricordano quelleirrisorie rivolte al Direttore sportivo del Catania, Pietro Lo Monaco, o quandoparlò di “prostituzione intellettuale” operata dai media italiani. Ma ce n’èuna che passò relativamente inosservata, alla sua seconda stagione all’Inter, quella fatidicadel Triplete. Eppure oggi tuona come premonitrice, a cinque anni di distanza.

Riguarda Super Mario Balotelli, all’epoca diciannovenne, chesotto Mourinho visse degli alti e bassi, culminati con l’aver gettato la magliaa terra durante Inter-Barcellona, mentre tutto lo Stadio faceva festa.

Ungestaccio che i tifosi non gli hanno mai perdonato, neppure il PresidenteMassimo Moratti che lo cedette di lì a poco, dopo averlo trattato con affettoper tanto tempo.

Correva l’anno 2009, fine settembre. L’Inter veniva da duerisultati deludenti: sconfitta contro la Sampdoria in campionato e pareggioqualche giorno dopo contro il Rubin Kazan, nell’esordio di Champions. Trofeocome noto poi vinto dai nerazzurri. Per i due risultati Mourinho additò leresponsabilità proprio ai suoi baby-talenti: il terzino sinistro Santon, checontro la Samp sbagliò un disimpegno a ridosso dell’aria di rigore, con Cassanoche ne approfittò cedendo palla a Pazzini che segnò il gol decisivo; e appuntoMario Balotelli, il quale contro il Rubin dopo una prestazione incolore si fecepure espellere a mezz’ora dalla fine, per doppia ammonizione, scaturita da duefalli inutili e banali.

Quello che continua a fare oggi insomma.

Punzecchiato su Balotelli, il tecnico originario di Setubaldisse: "L'espulsione di Balotelli? A me è sembrata giusta. Gli ho giàdetto cosa pensavo subito dopo la partita (…) È stato un errore diinesperienza? Non fatemi rispondere, su. Altrimenti fra cinque anni ancora parliamodell'inesperienza di Balotelli. E' immaturo? Ma ancora con questidiscorsi?".

Insomma, Mou ci aveva visto lungo, prevedendol’atteggiamento poco maturo di Super Mario. In questi giorni lo ha peròricordato con simpatia, affermando che lo allenerebbe volentieri al Chelsea.

Elo stesso attaccante del Milan ne parla con affetto. Visto come stanno andandole cose a Milano, dobbiamo aspettarci un passaggio ai blues?

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