Neanche il Milan ferma la Vecchia Signora, che dopo la partita di Europa League contro il Trabzonspor, supera i rossoneri con due reti di scarto. La squadra di Seedorf gioca comunque un grande primo tempo. Crolla però al 43' sul gol di Llorente, anche se qualche minuto prima aveva sfiorato il gol con Kakà (salvataggio sulla riga di porta di Bonucci).

Seedorf aveva impostato la gara con un pressing alto, asfissiante, uno contro uno, per non far giocare la Juventus. La foga del Milan per quasi tutto il primo tempo è stata eccessiva. Il tecnico milanista voleva forse applicare lo stesso gioco fatto dalla Juve in Turchia: chiudere entro la prima mezz'ora i conti, sperando nella stanchezza della rivale.

Ma i bianconeri si sono rintanati sornioni in difesa per contrastare gli attacchi rossoneri.

Nella prima frazione la Juventus non è riuscita mai ad imporre il proprio gioco. Però al 18' con Lichsteiner ha avuto una palla gol nitida, che Abbiati ha sventato con difficoltà. La foga senza ragionamento è stato il limite del Milan, emozionante da vedere ma poco concreto. Già verso il 40' i milanisti sembravano con poco fiato nelle gambe e non riusciva più a portare il pressing come nei primi minuti.

Questo è stato fatale, perchè puntuale è arrivato il gol del basco, l'undicesimo in Campionato, che ha saputo sfruttare uno scambio veloce in area tra Tevez e Lichsteiner. Il gol è stata una doccia gelata dal quale il Milan non si è più ripreso.

La ripresa è stata più equilibrata, con il Milan che non riusciva più ad avere la stessa incidenza della prima parte di gara e la Juve, paga del vantaggio, provava a controllare la partita. Il raddoppio l'ha cercato, voluto e trovato Tevez, che libero di calciare dai 25 metri ha disegnato una traiettoria a parabola impossibile da prendere per Abbiati.

Con la vittoria per 2-0 la squadra di Conte allunga di altri due punti sulla Roma (0-0 in casa con l'Inter) e sul Napoli (1-1 a Livorno). 69 punti in 26 partite sono un'enormità, che acquista maggiore rilevanza se si pensa che a 12 partite dalla fine del torneo la distanza che separa i Campioni d'Italia dalla squadra di Garcia è di 11 punti.

La differenza tra la Vecchia Signora e le altre squadre non è solo negli schemi della squadra di Conte e nel fatto che finora ha perso solo una gara (contro le tre dello scorso anno), ma nella coppia d'attacco Tevez-Llorente, autori finora di 26 gol in due. La Juventus inoltre ha una panchina di peso con Marchisio, Osvaldo e Giovinco su tutti, ma anche Isla, Ogbonna e Caceres, che danno la possibilità di un ricambio di qualità.