La Serie A 2013-2014 è appena andata in archivio col terzo scudetto consecutivo - da record - della Juventus, la rinascita della Roma, il Napoli vincitore della Coppa Italia e le retrocessioni di Livorno, Catania e Bologna. Vediamo chi sono stati i migliori e i peggiori del campionato appena concluso.

Promossi

Ciro Immobile - Il capocannoniere della Serie A è stato una delle piacevoli sorprese di questa stagione. Dopo un anno difficile al Genoa con sole 5 reti all'attivo, il centravanti di Torre Annunziata è andato al Torino e, complici le lezioni di calcio di Mister Ventura, è esploso conquistando lo scettro di miglior marcatore 38 anni dopo Ciccio Graziani, l'ultimo bomber granata a laurearsi capocannoniere.

Carlos Tevez - Quando è arrivato alla Juve, qualcuno aveva dei dubbi sul carattere dell'Apache, mentre qualcun altro si è "scandalizzato" vedendolo indossare la maglia numero 10 che apparteneva a Del Piero. Ebbene, Tevez si è inserito alla grande nell'ambiente juventino ed è stato uno dei trascinatori, a suon di giocate e di goal della squadra verso la conquista dello scudetto dei record.

Roberto Donadoni - Parla poco, ma ottiene tanto. L'ex CT della Nazionale ha fatto un vero e proprio capolavoro riportando il Parma in Europa. Bravo nel proporre un gioco d'attacco ma equilibrato, e soprattutto nella gestione di giocatori "difficili" come Cassano e Amauri.

Perin e Scuffet - Gli eredi di Buffon sembrano già pronti. Il portiere del Genoa ha confermato tutte le sue qualità, salvando spesso la squadra rossoblu - la cui difesa è tutt'altro che insuperabile - con le sue prodezze e meritandosi la convocazione di Prandelli. L'estremo difensore dell'Udinese è emerso nella seconda parte della stagione, e le sue doti tecniche, oltre che la freddezza e la personalità, ne faranno uno dei punti fermi del nostro calcio.

Bocciati

Walter Mazzarri - La sua Inter - dopo i disastri di Stramaccioni - torna in Europa e neanche dalla porta principale. Un quinto posto faticato molto e i playoff europei da conquistare. Squadra senza gioco, noiosa e con poca personalità: il tecnico toscano si dice soddisfatto, ma i fischi dei tifosi nerazzurri al suo indirizzo fanno capire come, a partire dalla prossima stagione, l'alibi della rinascita sia divenuto ormai inutilizzabile.

Marek Hamsik - Per la prima volta, da quando è in Italia, finisce tra i bocciati. La stagione era iniziata alla grande con goal e prestazioni sontuose, poi "Marekiaro" si è un po' perso tra infortuni e il gioco di Benitez che ha faticato a digerire. Necessario recuperarlo al meglio, se si vuole evitare che diventi un "caso".

Alessandro Matri - "Mitra Matri" si è inceppato. Prima il ritorno al Milan, con un solo goal all'attivo, poi a gennaio l'approdo alla Fiorentina per sostituire gli infortunati Rossi e Gomez. Niente da fare: anche in maglia viola, l'ex bomber della Juve ha realizzato solo 4 reti, gettando alle ortiche le numerose chance avute soprattutto a Firenze.

Rolando Bianchi - L'ex capitano e trascinatore del Torino a Bologna si è completamente perso. Da lui ci si aspettava le reti decisive per la salvezza: avrà sofferto la pesante eredità lasciata da Gilardino? Di certo, i soli 3 goal messi a segno in rossoblu non potevano bastare per la permanenza in Serie A del Bologna.

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