Il giorno dopo l'eliminazione dal Mondiale brasiliano, gli italiani ancora non hanno metabolizzato la cocente quanto immeritata sconfitta contro l'Uruguay. Ad occupare i nostri pensieri però è il futuro, ed il futuro della nostra nazionale da oggi non porterà più il nome di Cesare Prandelli. A distrarci infatti dalla rabbia per l'eliminazione sono arrivate le dimissioni irrevocabili del nostro ct che ora si prenderà una meritata vacanza e lascerà la patata bollente della qualificazione al prossimo Europeo 2016 a qualcun altro. Ma chi sarà questo qualcun altro?

Per fortuna Prandelli non poteva scegliere un momento migliore per lasciare visto che di allenatori italiani liberi e di un certo livello non ne mancano. Al momento in pole position sembra esserci Roberto Mancini. Dopo l'avventura al Galatasaray, finita quest'anno, il Mancio non ha mai nascosto la volontà di tornare ad allenare in Italia. Per lui si era parlato per un po' di tempo della possibilità di sbarcare alla Juve se Conte avesse lasciato, ma poi il tecnico leccese è rimasto e per adesso Mancini rimane svincolato. Al suo attivo l'ex fantasista della Sampdoria ha 3 scudetti, una Premier League e ben 9 trofei nazionali vinti in mezza Europa. Il suo gioco è di livello internazionale e la sua personalità molto forte, anche se non sempre apprezzata da tutti.

È anche in grado di far crescere i giovani (fu lui a lanciare Balotelli all'Inter), l'ideale per una nazionale che ripartirà senza veterani.

Il secondo nome abbastanza attraente è quello di Luciano Spalletti. Inseguito per tantissimo tempo dal Milan, che poi gli ha preferito Pippo Inzaghi, Spalletti si è recentemente svincolato dallo Zenit di Sanpietroburgo dopo 5 anni e due scudetti vinti. Lo ricordiamo tutti sulle panchine di Roma e Udinese. Anche lui ha un curriculum di tutto rispetto. Oltre ai due campionati russi ha vinto anche 6 trofei nazionali (di cui 2 coppe Italia), ed anche se il suo calcio è meno offensivo di quello di Mancini, è uno che invece dal punto di vista umano è apprezzato da tutti, così come è apprezzato il suo gioco tattico.

L'unico rischio è di vedere un Prandelli-bis visto che i due allenatori si assomigliano molto.

Il terzo grande allenatore disponibile è Massimiliano Allegri. Terminata la sua burrascosa avventura al Milan, Allegri è di nuovo sul mercato. Interessa ad alcuni club stranieri, ma non direbbe di no ad una chiamata della nazionale. Forse è il più adatto a lavorare con i giovani, il suo calcio è rapido e sfacciato. A volte però manca un po' di carattere e forse in competizioni come l'ultimo Mondiale sarebbe stato un problema. Allegri è comunque uno degli allenatori più apprezzati a livello internazionale, ed anche lui porta in dote uno scudetto ed una supercoppa italiana.

Questi i tre allenatori più probabili.

Ma ce ne sono anche altri che potrebbero sorprendere. Uno è Fabio Capello che con la Russia non sta facendo una bella figura al Mondiale, ma che ha un passato di tutto rispetto. È infatti uno degli allenatori più vincenti del calcio italiano con 8 campionati vinti, una Champions League e tantissimi altri trofei. Visti i quasi 70 anni aveva annunciato che dopo il Mondiale si sarebbe ritirato. Ma siamo sicuri che se fosse chiamato ad allenare l'Italia, potrebbe rinviare il pensionamento. Più difficile vedere sulla panchina azzurra un altro vecchietto arzillo, ma sempre apprezzato, come Giovanni Trapattoni visti i suoi 75 anni; oppure ci sono le opzioni "giovani" come Gigi Di Biagio, attuale allenatore dell'Under 21, Ciro Ferrara o Pierluigi Casiraghi che hanno allenato prima di Di Biagio gli azzurrini. Poche probabilità anche per Roberto Di Matteo che appena 2 anni fa vinceva la Champions League con il Chelsea ma che oggi è disoccupato.