La notizia del giorno doveva essere il ritorno in Serie B dopo tre anni di Lega Pro del Frosinone, invece siamo qui ancora a parlare dell'ennesima figuraccia "all'italiana". Si, perché solo in Italia quella che deve essere una festa per tutta la città, viene trasformata in uno spettacolo indegno. Ma veniamo ai dettagli:

Già prima del fischio finale dell'arbitro i tifosi della squadra locale avevano superato le barriere ed invaso il campo da gioco costringendo il direttore di gara a fermare la partita per qualche minuto. Intanto lo speaker dello stadio invitava a tornare sugli spalti perché, appunto, la sfida con i salentini non era ancora terminata.

Ma questo è solo l'inizio: finita la partita accade l'assurdo. Il tecnico della squadra ospite deve essere scortato negli spogliatoi dagli stessi giocatori del Frosinone perché i tifosi locali volevano aggredirlo. Tutto ciò è scoppiato perché il tecnico cercava spiegazioni per una pallonata gratuita che aveva ricevuto un suo giocatore, trattasi di Ferreira Pinto, ex conoscenza della serie A.

Non era più opportuno pensare solo a festeggiare?

Dopo tutto ciò trapela la notizia di un tifoso locale in coma in seguito ad una lite per motivi personali con uno stesso tifoso ciociaro. Ora il supporter si trova in prognosi riservata. Alla fine di tutto una festa rischiava di finire in tragedia.

Per la cronaca l'altra promossa in serie B dai playoff del girone A è stata la Pro Vercelli che ha avuto la meglio sul Sudtirol.

Almeno in questo caso non ci sono stati episodi violenti.

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