Qualcuno lo aveva chiamato "il Mondiale dei Mondiali". E non avevano tutti i torti: nelle statistiche, ad oggi è la Coppa del Mondo più bella degli ultimi anni, la più spettacolare, la più imprevedibile. Ma anche la più "moderna": sono tante le novità introdotte in Brasile; norme sperimentali, dovute a necessità che derivano sia dal luogo, sia dalla cultura, sia dalle tante polemiche che hanno accompagnato, negli anni, questo Campionato.

Ma queste norme verranno probabilmente confermate anche per le prossime edizioni di questa grandiosa manifestazione. Analizziamole una per una.

LA PIU' RICHIESTA

La norma senz'altro più invocata negli ultimi anni è stata l'introduzione della tecnologia in campo. Tante, troppe polemiche accompagnavano le partite: inaccettabile! Così, anche se in maniera ridotta, i chip hanno fatto il loro ingresso in campo.

Da oggi, avremo la certezza assoluta che i gol fantasma non potranno più esistere. Tutto questo grazie alla tecnologia GoalRef: in situazioni dubbie, se il pallone varca la linea di porta, un segnale sonoro arriva alla cuffia dell'arbitro, accompagnato da un video dimostrativo che viene trasmesso sia in TV, in mondovisione, sia nel maxi schermo dello stadio. Probabilmente, il metodo sarà ripetuto anche ai prossimi Mondiali.

CALDO? NO GRAZIE

La troppa umidità in Brasile senz'altro attenta alla salute dei giocatori, costretti a correre 90 e più minuti in campo. Tanti giocatori hanno addirittura lamentato delle strane allucinazioni, dovute alla temperatura troppo alta. La soluzione? I time out. Si tratta di un metodo già utilizzato in alcuni campionati che si svolgono nelle zone equatoriali del nostro Pianeta. Consiste nel concedere (a volte, solo in alcuni casi limite) delle pause a 30 minuti dall'inizio di ogni tempo.

Le pause durano 3-4 minuti, giusto il tempo di una rinfrescata e si riparte. Probabilmente non si ripeteranno nei prossimi mondiali, anche perchè essi si giocheranno niente di meno che in Russia.

LA BARRIERA NON S'AVVICINA

E' sempre la solita storia: calcio di punizione concesso. Si verificano le distanze. Tutto pronto: l'arbitro si gira e... barriere che si avvicinano, barriere che si allontanano.

Come fare per evitare questo? Sono state concesse agli arbitri speciali bombolette evanescenti. L'arbitro verifica le distanze e traccia una linea con la bomboletta, in modo che tutti possano vedere le distanze e non le oltrepassino, altrimenti si rischia una sanzione. Nulla di più facile: il metodo era già in uso nei campionati sud-americani da tempo. Ora è arrivato ai Mondiali e probabilmente continuerà ad esserci per tanto tempo ancora.

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