Ha vinto la squadra più forte, alla fine, ha vinto la squadra fatta da più campioni: nella rosa dei 23 tedeschi non c'è un Messi (beffardamente premiato come miglior giocatore del torneo del torneo, per motivi che ci sfuggono: sarebbe stato più giusto premiare un tedesco, a maggior ragione dopo la vittoria finale del torneo), ma c'è una serie interminabile di potenziali match-winner. Dietro al monumento Klose, miglior cannoniere di sempre dei mondali, è cresciuta la nidiata dei Kroos, Schürrle, Özil.

Così, la prima volta che il micidiale e "tedeschissimo" Müller non è decisivo, sbuca dalla panchina Mario Götze e segna un gol che non avrà stupito nessuno a Dortmund, dove invece ci si sorprende che Mario (gioiello del '92) non sia quasi mai titolare nel Bayern. E pensare che qui in Brasile, tanto per fare un nome, non c'è stato spazio per Draxler, giovanotto che ha già mostrato anche in Champions League il suo valore.

Vogliamo parlare di Reus e Gundogan, due dei top player tedeschi rimasti a casa per infortunio? I tedeschi sono semplicemente troppi per essere fermati tutti: l'ossatura Neuer-Lahm-Schweinsteiger garantisce la solidità di squadra, poi basta che un paio dei ragazzi terribili sia in giornata e buonanotte a tutti. Riprendendo la citazione di Gary Lineker: "il calcio è un gioco semplice, ci sono 22 uomini in campo che rincorrono un pallone e alla fine dei 90 minuti la Germania vince".

E' andata proprio così.

Peccato per l'Argentina, doveva essere il mondiale di Messi, che così avrebbe raggiunto il mito Maradona: non è stato così, ma la squadra guidata da Sabella c'ha messo l'anima e , soprattutto ieri, ha pagato l'imprecisione della mira dei suoi tre top player Higuian, Messi e Palacio. Ma non si può vincere un mondiale con solamente 7 goal fatti in 7 partite. Proprio l'attacco che sembrava il punto forte, di fatto, si è ritrovato ad essere il vero punto debole.

Finisce così il mondiale 2014 che andrà alla storia: dall'uscita anticipata di big come Spagna e Italia (la fine di un ciclo), alla deriva del Brasile affondato per 7-1 dai tedeschi in semifinale e abbattuto nella finalina per 3-0 dall'Olanda. Ma la prima pagina sarà sempre e solo loro, della Germania. Vittoria di tutto il movimento calcistico, che ha portato la nazionale sempre (almeno) in semifinale per quattro edizioni consecutive del Mondiale, dal 2002 a oggi.

Esempio da prendere in considerazione per tornare ad alti livelli, nel calcio che conta.

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