L'Italia del ciclismo sta tornando protagonista: possiamo iniziare ad aggiornare gli albo d'oro del Tour de France: dopo il triennio horribilis (2009 , 2011, 2012) la grande corsa di Francia ci sta regalando gioie su gioie: Vincenzo Nibali mantiene la maglia gialla con grande tenacia ed esperienza seguendo ovunque Contador, Matteo Trentin vince al fotofinish in volata contro il temibilissimo e mai domo Sagan (sempre tra i primi 5 in 6 tappe su 7, grandioso anche ieri). Vincenzo è l'uomo in più, dopo aver vinto Giro d'Italia e Vuelta, mercoledì ha incantato sul Pavè della Roubaix ed è quasi impossibile vederlo così sereno, come se non fosse in testa da 6 giorni.
Anche ieri il ventinovenne siciliano è rimasto sempre con le antenne dritte, sempre sul pezzo pronto a chiudere su eventuali fughe degli uomini di classifica, Contador su tutti, sempre là in testa nelle prime posizioni grazie al lavoro encomiabile della sua squadra. Ogni gara, anche quelle più semplici all'apparenza, può essere un'insidia per la nostra maglia gialla, tra attacchi improvvisi e soprattutto cadute: Froom ne sa qualcosa (costretto al ritiro 4 giorni fa) ma ogni giorno c'è sempre un corridore per terra, ieri è stato il turno di Van Garderen prima, altro uomo di classifica che ha perso ben 1 minuto e 3 secondi, e Talansky poi, che si trova per terra addirittura in volata. Il distacco dal primo vero avversario, Sagan, è di 44 secondi, sempre inalterato così come tutti gli altri: Valverde a 2 min e 11, Cancellara a 2 minuti e 20, Contador rimane sempre a 2 minuti e 37 e poco importa se il secondo in classifica generale dista solo due secondi perché Fulslang, compagno di Nibali e suo gregario, di certo non gli porterà mai via la maglia.
Adesso altre tappe prima del riposo, la più dura e sicuramente la più temibile è quella di lunedì, dove sicuramente ci sarà la bagarre tanto attesa dei big. Nel mezzo due tappe, come dicevamo, con possibili sorprese, sperando in un altro trionfo italiano, dopo quello di Trentin. In fondo l'inizio di questo Tour sta parlando italiano, ne dobbiamo essere orgogliosi.