Ballano numeri da capogiro nel bilancio d'esercizio 2014 del Real Madrid. I meno informati penseranno a una situazione pericolosa, visto che i Blancos anche quest'anno non si sono fatti mancare nulla. James Rodriguez è stato pagato la bellezza di 80 milioni di euro, cifre non da tutti i giorni. In realtà le cose sono molto diverse perché se parli di ricavi il Real risponde presente. Per il terzo anno consecutivo la squadra più blasonata al mondo chiuderà il proprio bilancio in attivo.

RICAVI DA CAPOGIRO. I ricavi da capogiro costituiscono le solide fondamenta economiche del Real. Il presidente Florentino Perez infatti ha annunciato che la squadra da lui gestita ha fatturato la cifra monstre di 603,9 milioni di euro.

Dopo due anni chiusi in positivo con oltre 500 milioni di fatturato quest'anno i Blancos anno alzato l'asticella. Oltre ai successi sul campo, vedi la decima Champions League messa in bacheca, arrivano anche altri tipi di record. Un fatturato che fa strabuzzare gli occhi a mezza Europa, compresi i colossi Barcellona, Bayern Monaco e Manchester United.

CESSIONI MIRATE. Se i ricavi da prima della classe costituiscono la vera forza economico-finanziaria del Madrid è vero che anche la cessioni mirate fanno la loro parte. Già la passata stagione Florentino Perez decise che per ragioni esclusivamente di carattere economico bisognava vendere prima Higuain poi Ozil. Così è stato e il Real ha incassato rispettivamente 40 milioni dal Napoli e 50 dall'Arsenal. Su questa falsa riga anche la strategia adottata nell'ultima sessione di mercato.

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Infatti il Real ha ceduto la scorsa settimana Angel Di Maria al Manchester United. Nonostante il suo ruolo di rilievo all'interno della rosa, viste le sue caratteristiche tecniche e carismatiche, l'argentino ha dovuto fare le valige di fronte all'offerta da 74 milioni di euro dei Red Devils.

UN CLUB VIRTUOSO. In nome di una gestione virtuosa e accurata il Real ha messo da parte le lamentele di Ancelotti e Cristiano Ronaldo, non entusiasti dal mercato appena concluso. Il calcio sta cambiando e il Real non può più sostenersi sulla volontà generosa della proprietà, come è accaduto in passato. Le Merengues sono ormai una macchina da soldi e questo potenziale va sfruttato. Lo sanno il presidente Perez e l'assemblea dei soci. Il Real Madrid chiuderà il terzo bilancio consecutivo in positivo. Quest'anno l'utile netto sarà di 38,5 milioni di euro, simile a quello della stagione passata (36,9). Inoltre migliorano i parametri economici relativi alla plusvalenze legate alla vendita di giocatori, di cui sopra, e alla situazione debitoria verso le banche.

Infatti i Blancos hanno un debito consolidato verso istituti bancari di 71,5 milioni (in calo da due anni e minore rispetto a quello dell'anno precedente del 21%). Spiccioli rispetto ad una società che fattura oltre 600 milioni e che possiede una rosa il cui valore complessivo si attesta sempre sopra i 600 milioni di euro.

VECCHIE CRITICHE, NUOVI SPENDACCIONI. Alla faccia del mercato "lacrime e sangue" delle società italiane e dei vari interlocutori che prendono di mira i campioni d'Europa come simbolo di un calcio "immorale". C'era una volta il Real Madrid spendaccione finanziato dagli istituti di credito spagnoli; adesso c'è una società molto solida che tra l'altro ha perso poco dal punto di vista tecnico, anzi. La critica calcistica deve cambiare latitudine, si consiglia di salire e andare in zona Parigi e in entrambe le sponde di Manchester.