Il Napoli fallisce la prima al San Paolo, grazie ad un goal di Maxi Lopez ad inizio ripresa. Lacune difensive, poco gioco sugli esterni, pochezza tecnica del centrocampo e, aggiungiamo, la mancanza di cattiveria sotto porta e se Higuain sbaglia anche un rigore. Vuol dire che per il Napoli è notte fonda, e così è stato. La partita era iniziata bene per i partenopei, che, con un gioco fatto di pressing e di manovre avvolgenti, avevano messo spesso in difficoltà la retroguardia clivense, fino alla svolta in negativo, il rigore parato da Bardi a Higuain verso la fine del primo tempo. Da quel momento sono tornati i fantasmi di Bilbao. Un gioco sì volenteroso, ma poco incisivo con Insigne che sentendo la pressione addosso del San Paolo non finalizzava un numero considerevole di occasioni.

Così come avviene in questo gioco, che è il più bello ed imprevedibile al mondo, arrivava il goal che spezzava la partita a favore dei veronesi del Chievo. Maxi Lopez rubava il tempo ad un evanescente e lento Jorghino e bruciava in velocità il macchinoso Raoul Albiol battendo inesorabilmente Rafael che nemmeno abbozzava la parata. Un gelo che spazzava via lo splendido sole di Fuorigrotta.

Benitez prima toglieva l'inconcludente Insigne, bello l'applauso di sostegno dei supporter azzurri all'uscita dal campo del fantasista di Frattamaggiore, con Mertens che da subentrante aveva sempre fatto bene, ma il tempo passava e nemmeno gli innesti di De Guzman, l'eroe di Marassi, al posto del timido ed impacciato Jorginho e dell'ariete Duvan Zapata al posto della controfigura di sé stesso, Callejon, davano i frutti sperati.

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Il Chievo s'arroccava sempre e giustamente di più, mentre il Napoli spingeva senza lucidità e senza, sopratutto, essere incisivo verso la porta di Bardi, il quale legittimava la palma di migliore in campo con un'altra prodezza al 90° su Zapata. oltre il rigore parato ed altri innumerevoli interventi fondamentali nel corso della gara. La partita si chiudeva dopo cinque minuti di recupero, i quali non servivano al Napoli quantomeno per trovare il pareggio. Sarebbe stato un contentino per lo splendido pubblico partenopeo, che anche oggi ha seguito in 40mila unità la squadra, ma al termine lo stesso non ha trattenuto la propria delusione fischiando giocatori, tecnico e dirigenza all'uscita dal campo.

Napoli è una città che vive di calcio e ama smisuratamente la propria squadra, per cui i processi sono aperti, ma noi da buoni cronisti dobbiamo porre semplici e dirette domande; tenendo conto delle scelte societarie di mantenere il fair play finanziario era proprio necessario vendere un centrocampista arrembante e propositivo come Berhami? E ancora, Fernandez era proprio molto più scarso degli attuali difensori che quantomeno un errore a partita lo commettono sempre? Infine Pandev, perché non confermarlo sapendo che il macedone aveva sposato in pieno il suo ruolo da subentrante e amava alla follia Napoli.

Benitez ha colpe? Solo il tempo ce lo dirà. Nel frattempo Napoli non sorride e vede la targa di Juve e Roma. Bravo Corini e bravissimo il Chievo, a dimostrazione che anche con budget limitato si può lavorare bene.