Se il buongiorno si vede dal mattino, e il mattino in questo caso è Italia-Olanda 2-0, allora non può che essere davvero un buon giorno: la prima uscita ufficiale degli azzurri guidati da Antonio Conte contro la terza classificata al mondiale brasiliano ha entusiasmato anche i più scettici e, cosa da non sottovalutare, ha lasciato intravedere buoni margini di miglioramento in vista di Euro 2016.

La partita

Già dai primissimi istanti di gara si capisce subito che qualcosa (soprattutto nell'atteggiamento generale) dev'essere cambiato in positivo: corsa, pressing e intensità la fanno da padrone e infatti, dopo nemmeno 300 secondi Immobile trova la rete del vantaggio (primo gol ufficiale in maglia azzurra per lui) su imbeccata verticale di Bonucci; passano 4 minuti e Zaza sguscia via a Martins Indi che, vistosi superato, non può fare a meno di stenderlo in area: rigore ed espulsione, De Rossi realizza (centesimo gol di un giocatore giallorosso in Nazionale) e 2-0 che chiude di fatto il match.

Da quel momento in poi è esclusiva gestione del risultato grazie ad una linea difensiva a tre mai in difficoltà (Ranocchia-Bonucci-Astori perfetti) e ad un centrocampo che ruba il pallone con rapidità; da sottolineare inoltre la prestazione di Immobile e Zaza, abili entrambi a duettare in più di un occasione e a mettere in pratica (con efficacia) gli schemi offensivi imposti da Antonio Conte.

Un nuovo corso

Sarà stato l'entusiasmo della prima, sarà stata l'aria di Bari (e l'accoglienza di un pubblico straordinario) che ha riportato il nostro CT indietro nel tempo, fatto sta che la convincente prova offerta dagli Azzurri contro l'Olanda della nostra "bestia nera" Hiddink ci ha restituito almeno una parte di quell'orgoglio perso poco più di due mesi fa in un caldo e afoso (maledetto) Brasile.

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La vera sfida di Conte sarà quella di far coesistere il "nuovo" con il "vecchio", unendo così la saggezza e l'esperienza dei vari Pirlo,De Rossi, Chiellini e Buffon all'esuberanza (tipica dei giovani) di Verratti, di Immobile e Zaza e, perché no, a quella di Mario Balotelli: ecco, proprio Mario, il grande escluso, nei prossimi mesi avrà il compito di far cambiare idea al CT, dimostrandosi maturo e voglioso di far parte di questo nuovo progetto. Conte può farne anche a meno.