Era una partita da dentro-fuori, mister Di Biagio l'aveva detto: aveva detto anche che sarebbe stata una gara difficile, ma fino a questo punto era difficile immaginarlo; in una partita nella quale accade di tutto (da una parte e dall'altra), gli azzurrini mostrano il meglio e il peggio di loro stessi ma alla fine portano a casa il risultato meritatamente.

La partita

Il 4-2-4 altamente offensivo con cui gli azzurrini scendono in campo non spaventa la Serbia che al 7' è già in vantaggio: errore difensivo di Antei, incertezza di Bardi e 1-0 in favore degli ospiti siglato da Pesic. Gli Under 21 accusano il colpo e al 12' vanno nuovamente sotto: è ancora Pesic, colpevolmente lasciato solo all'interno dell'area dalla retroguardia azzurra, a trafiggere Bardi sugli sviluppi di un calcio d'angolo dalla destra e a regalare così il doppio vantaggio ai suoi.

Da questo momento in poi la Serbia invece di amministrare il risultato arretra notevolmente il proprio baricentro e lascia spazio all'Italia che, a sua volta, capisce di poter far male agli avversari: al 23' Belotti accorcia le distanze sfruttando la respinta corta della barriera serba successiva ad un calcio di punizione dal limite e poi, proprio allo scadere del primo tempo, si procura il calcio di rigore che lui stesso trasforma. 2-2 allo scadere del primo tempo.

La ripresa si riapre con un Italia decisamente più determinata che sfiora il vantaggio in un paio di occasioni (sempre con Berardi, anche un palo per lui), ma che non riesce a trovare il 3-2: ci pensa Domenico Berardi, al minuto numero 30, a completare la rimonta con un sinistro dai 20 metri che non lascia scampo all'estremo difensore serbo (comunque colpevole sul gol).

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Non succede più nulla fino alla fine, l'Italia di Di Biagio grazie ad una reazione di carattere ed orgoglio ribalta una partita che al 15' del primo tempo sembrava ormai persa.

Un Super-Belotti

Luci e ombre tra le fila azzurre: tra i meno positivi spiccano indubbiamente Antei (colpevole sul primo gol) e Bardi (incerto in alcune occasioni, anche se la sua prestazione sale di livello con il passare dei minuti); gran parte dei meriti vanno invece a Berardi, autore del 3-2 e decisamente dominante nella seconda parte dell'incontro, e a Belotti, che con la sua "fame" e la sua carica agonistica ha letteralmente trascinato i compagni in un momento di buio totale (2 gol e tanta, tanta sostanza).