Da anni si dice che in Italia dovrebbero essere ridotti i costi nelle società di calcio, perché così il calcio potrebbe trovare nuove forze per andare avanti e, magari, tornare ai massimi livelli del calcio internazionale, come era tempo fa.

A questo, secondo i sostenitori di una rivoluzione calcistica, andrebbero uniti due altri passaggi: ridurre il numero di squadre professionistiche, sia in Serie A, che in Serie B ed in Lega Pro, prendendo spunto così dal calcio tedesco che negli ultimi anni ha fatto grandi passi avanti e ridurre i calciatori extracomunitari in Italia. Altra novità, poi, sarebbe quella di dare maggior valore ai vivai, in modo tale da creare una buona base di elementi per le convocazioni in Nazionale.

Dunque, proprio per venire incontro a tutte queste esigenze, potrebbe prepararsi una mini- rivoluzione del calcio italiano. Infatti, in questi giorni si starebbe studiando una formula per imporre un tetto massimo di calciatori alle società. Il consiglio federale che si riunirà il 20 novembre, potrebbe dare il via libera alla riduzione delle rose in Serie A, che scenderanno gradualmente a 25 calciatori (più 8 calciatori del settore giovanile).

Insomma, un bell'impegno per alcune società che al momento contano oltre 30 calciatori e dovranno ridurre la rosa ad un massimo di 25 calciatori.  Confermata, poi, la norma sugli extracomunitari, che dovranno avere un curriculum nella Nazionale del loro Paese sul modello inglese.

Invece, non è stato possibile inserire il numero minimo di 10 giocatori convocabili nell'Italia, perché si teme che l'indicazione possa andare contro le norme che regolano la libera circolazione dei lavoratori dell'Unione Europea. 

Insomma, le novità non dovrebbero mancare e sarebbero importanti sotto vari punti di vista. Il calcio italiano ha perso posizioni di prestigio nelle varie classifiche mondiali, per questo la Germania al momento ha la possibilità di far giocare quattro squadre in Champions League, mentre l'Italia solo tre squadre. Tutto questo, sta facendo lavorare i massimi dirigenti del calcio italiano, per trovare formule e norme utili a rialzare il campionato che alcuni anni fa era considerato il più bello del mondo.