Se da una parte la Sampdoria inizia a gioire per qualche risultato positivo in più dopo un periodo di magra e continua a essere seguita da migliaia di tifosi in giro per lo Stivale, dall'altra, ci sono le tensioni societarie che non fanno dormire sonni tranquilli all'ambiente blucerchiato.
Infatti ci sarebbe tensione altissima ai vertici della Sampdoria in questo periodo. I rapporti tra Joseph Tey e Matteo Manfredi sarebbero ormai ai minimi termini e nelle prossime settimane potrebbe arrivare un confronto diretto. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di un passaggio di quote, ma il percorso è tutt’altro che semplice.
Tey detiene il 58% del club, ma le sue azioni sono di categoria “B2”. Le quote di tipo “A”, in mano a Manfredi (42%), garantiscono invece il controllo decisionale. In sostanza, pur avendo una partecipazione inferiore, Manfredi mantiene la leva del comando. Un equilibrio delicato che oggi appare sempre più fragile.
Sampdoria vicina alla cessione?
Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, gli accordi tra i due soci prevedono che, qualora uno intendesse vendere a un soggetto esterno, debba prima ottenere il via libera dell’altro. Superato questo passaggio formale, si aprono tre possibili sviluppi per il futuro della società blucerchiata. Ecco di seguito i tre scenari paventati in queste ore:
- Primo scenario: Tey, deluso dalla gestione economica e dai risultati sportivi, prova a rilevare la quota di Manfredi. Un tentativo sarebbe già in corso, ma la trattativa si sarebbe arenata sulla cifra per l’uscita: la richiesta è ritenuta troppo elevata e al momento rappresenta un ostacolo difficilmente superabile.
- Secondo scenario: è Manfredi a muoversi per trovare un partner con adeguata solidità finanziaria, chiudendo un’intesa privata che rafforzi la sua posizione. Tra le indiscrezioni circola il nome di un fondo con base a Dubai, la Paris Society International, interessato a entrare nell’operazione.
- Terzo scenario. Se Tey si opponesse all’ingresso di un nuovo investitore e la situazione di cassa dovesse complicarsi, Manfredi potrebbe sfruttare le azioni “A” chiedendo un aumento di capitale. Partecipando all’operazione, provocherebbe una progressiva diluizione della quota di Tey.