Dieci minuti di festeggiamenti e poi testa all'importantissimo match di martedì sera contro il Real Madrid: è stato questo il post gara di Genova che ha cucito sulle maglie della Vecchia Signora lo scudetto numero 33 della sua storia. Su twitter impazza l'hastag #4Ju33, accompagnato dall'ironia dei tifosi bianconeri nei confronti di chi, nel luglio scorso (quando ci fu l'addio di Conte e l'avvento di Allegri) dava la Juventus per spacciata o di chi già prenotava il Circo Massimo per festeggiare un qualcosa che è rimasto pura illusione.

Anche Torino città ha festeggiato in modo sobrio la conquista dell'ennesimo tricolore e non perché la tifoseria juventina abbia la pancia piena ma perché tutto l'ambiente bianconero è concentrato sugli altri trofei che da qui al prossimo 7 giugno si potrebbero raggiungere e aggiungere alla bacheca. Ovviamente il sogno di ogni tifoso della Vecchia Signora è quella Champions League troppe volte sfumata sul più bello: il Real Madrid è un avversario ostico e durissimo ma, a questo punto, provarci non costa nulla.

E poi c'è la finale di Coppa Italia, trofeo che manca dalla bacheca torinese da vent'anni e che permetterebbe di aggiungere la stella delle 10 vittorie in tale manifestazione (ad oggi Juventus e Roma comandano la classifica con 9 Coppa Italia vinte ciascuna).

Ecco perché ieri sera i festeggiamenti sono stati in tono minore: la Torino bianconera sa che ci sarà tutto il tempo per festeggiare il tricolore e ciò avverrà nell'ultimo turno casalingo contro il Napoli di Rafa Benitez.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Juventus Real Madrid

Il presente, il qui et ora si chiama Real Madrid: in città si respira l'attesa per un evento (semifinale di Champions League) che mancava da tanti (troppi) anni. E pensare che nove anni fa la Juventus viveva probabilmente la pagina più triste della propria storia, con la retrocessione in serie B in seguito alle note vicende di Calciopoli: un duro colpo sia a livello emotivo che a livello economico/finanziario.

Ebbene, in così poco tempo, la Società bianconera è riuscita a tornare stabilmente al vertice del campionato italiano e, a sedersi nuovamente al tavolo dell'elite del calcio europeo. I meriti? Di tutti, a cominciare da Andrea Agnelli, l'uomo che ha dato una svolta significativa, dopo la disastrosa gestione della triade Blanc - Cobolli Gigli - Secco. In seconda battuta, un ruolo importante lo hanno rivestito Marotta e Paratici, abili nel riuscire a costruire, nel tempo, un gruppo vincente.

E cosa dire degli allenatori? In primis Antonio Conte, capace di riportare la Vecchia Signora al ruolo che le compete nel nostro campionato e poi Massimiliano Allegri, successore del condottiero leccese, entrato a Vinovo in punta di piedi tra lo scetticismo generale ed abile soprattutto nel riuscire ad infondere ai giocatori nuove motivazioni e stimoli. Che dire dei calciatori? Sono loro i protagonisti diretti, coloro che scendono in campo e che traducono, in modo concreto, quanto fatto da dirigenti ed allenatori.

Un plauso a tutti, dal primo all'ultimo perchè tutti hanno dato il loro contributo per raggiungere questi traguardi eccezionali.

Infine, una citazione particolare la merita lo Juventus Stadium e soprattutto la lungimiranza di chi aveva avviato il progetto dello stadio di proprietà: sarà forse un caso, ma da quando la Juve gioca nella sua casa, sono state quasi solo gioie e pochi, pochissimi, dolori. E martedì sera arrivano i "Galacticos": il popolo bianconero ha voglia di continuare a sognare...

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto