"Maravilloso". Con quest'unica parola, in spagnolo, si può riassumere la prima storica vittoria del Cile nell'ultima edizione della Copa America, coppa che viene disputata ogni 4 anni dai paesi Sudamericani.

I primi segnali di una squadra vincente

Si erano già avuti agli ultimi mondiali disputati in Brasile. Nella scorsa edizione del torneo di calcio più famoso del mondo, infatti, il Cile aveva battuto nella fase a gironi della manifestazione prima l'Australia e poi i campioni uscenti della Spagna, con uno schiacciante 2-0, eliminando di fatto la selezione iberica dalla competizione.

Nella fase ad eliminazione diretta poi, i cileni avevano dato filo da torcere ai padroni di casa brasiliani, uscendo sconfitti solo ai rigori, dimostrando di giocare alla parei contro il Brasile.

L'occasione si gioca in casa

Ed ecco che l'anno dopo il Cile si presenta con un nuovo tecnico, al posto del "Loco" Bielsa si trova il buon Jorge Sampaoli, alla Copa America da padrone di casa. La fase a gironi viene passata agevolmente, anche perché Bolivia, Ecuador e Messico non sono avversari temibili.

Il Cile conquista il primato nel girone con 2 vittorie, 2-0 contro l'Ecuador e ben 5-0 contro la Bolivia, ed uno spettacolare pareggio per 3-3 contro il Messico. Sin dalle prime partite la "Roja" dimostra subito di avere un organizzazione incredibile e di offrire un gioco spumeggiante, fatto di velocità e agonismo atletico.

Il gioco si fa duro.

Ai quarti di finale i padroni di casa sono chiamati ad affrontare l'Uruguay, campione uscente della manifestazione.

Orfana del campione Luis Suarez però la selezione uruguagia fatica a creare occasioni da Goal cercando più la difesa che la fase offensiva. All'ottantunesimo minuto però, lo juventino Isla sblocca il risultato consentendo ai cileni di passare il turno e strappare il pass per le semifinali. Per tutti i tifosi cileni il sogno di vincere per la prima volta la coppa continentale sta iniziando a prendere forma...

Sogno che continua nelle semifinali

Dove il Cile affronta il Perù, squadra che sulla carta pare agevole ma che in campo è molto ordinata e ben organizzata. Nonostante la partita sia equilibrata nelle prime fasi, il ghiaccio viene rotto ancora una volta da Edu Vargas, calciatore autore di una vera e propria metamorfosi con la propria nazionale, capace di trasformarsi da riserva semi sconosciuta a bomber e leader trascinatore della propria nazione.

Edu, infatti, sigla una doppietta, segnando un goal per tempo e mettendo KO la nazionale peruviana che aveva momentaneamente pareggiato grazie all'autogoal dell'interista Gary Medel.

Arriva quindi la prima e storica finale

E per la prima volta nella competizione il Cile ha gli sfavori dei pronostici. Dall'altra parte c'è l'Argentina dei grandi campioni, reduce dalla vittoria per 6 a 1 in semifinale ai danni del Paraguay.

La partita è molto vivace, entrambe le squadre hanno occasioni per segnare, ma né da una parte né dall'altra la palla entra. Dopo 120' il risultato è ancora bloccato sullo 0-0 e servono i rigori per decretare il campione. Dal dischetto i cecchini cileni sono infallibili segnando 4 goal, mentre per gli argentini sono sciagurati gli errori dagli 11 metri di Gonzalo Higuain ed Ever Banega. Il Cile, per la prima volta nella sua storia, è campione del Sud America.

Una vittoria di Cuore

Ma anche di testa e soprattutto di squadra. Un "Equipo" compatto che ha potuto contare sulle parate di Claudio Bravo, sui muscoli di Vidal e Aranguiz a centrocampo, sui spettacolari passaggi del Mago Valdivia e sulle azioni scoppiettanti di Vargas e di Alexis Sanchez. Insomma una squadra da tenere d'occhio, perché con questi talenti in squadra, sognare di vincere qualcosa di ancora più importante della Copa America si può. Felicitaciones Chile Campeon!

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