La richiesta di condanna per il Catania Calcio era nell'aria e, come previsto, non ci sono state sorprese nelle richieste fatte dal procuratore Stefano Palazzi, nel processo che ha preso il via questa mattina. Quella Lega Pro evitata anche grazie alle gare per cui Antonino Pulvirenti, ex presidente della società etnea, ha tirato fuori circa 100.000 euro ad ogni incontro pur di non finire in terza serie, alla fine potrebbe materializzarsi come esito di questo processo sportivo in cui alla squadra rosso-azzurra verrebbe inflitta anche una penalità di 5 punti in classifica da scontare nel campionato 2015-2016.

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Pesante anche la richiesta per il massimo dirigente del club a cui verrebbero inflitti 5 anni di inibizione, anche per effetto della collaborazione manifestata prima del processo. 

I fatti

Come ormai noto da tempo, anche per effetto dell'inchiesta penale che ha travolto il club rosso-azzurro, tra marzo e aprile del 2015, quando si era fatto concreto il rischio di retrocedere in Lega Pro, il presidente del Catania Antonino Pulvirenti si era attivato per cercare di evitare una clamorosa retrocessione, la seconda di fila dopo quella del 2014 in cui la squadra finì dalla Serie A alla B, cosa che avrebbe causato con ogni probabilità il fallimento del club, dopo le ingenti spese sostenute nel mercato di riparazione per tentare di acciuffare almeno un posto nei play-off e giocarsi così la possibilità di salire in Serie A.

Le gare oggetto di combine, sarebbero quelle contro Varese, Trapani, Latina, Ternana e Livorno tutte vinte tranne l'ultima. Con i 13 punti conquistati, gli etnei presero un vantaggio decisivo per non dover lottare per la salvezza.

Daspo per l'ex dirigenza

Non c'è solo il lato sportivo della vicenda, anche la magistratura sta continuando ad indagare sul caso e nella giornata di ieri sono anche arrivati i Daspo per 5 anni per l'ex presidente Pulvirenti e l'ex amministratore delegato Pablo Cosentino, emessi dal Questore di Catania Marcello Cardona, mentre lo stesso provvedimento sarà emesso anche per Daniele Delli Carri, Fernando Arbotti, Piero Di Luzio, Fabrizio Milozzi, e Luca Impellizzeri, attualmente ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta "i treni del gol".

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