In data 7 agosto 2015, l'Italian Association of Football Agents (IAFA), associazione di categoria per agenti di calciatori nata nel gennaio 2015 a causa delle divergenze dei suoi fondatori con i rappresentanti dell'Associazioni Italiana Agenti Calciatori e Società (AIACS), ha presentato ricorso al Consiglio di Stato avverso la sentenza del Tar del Lazio del 25 giugno 2015 che ha negato la richiesta di sospensiva del Regolamento Procuratori entrato in vigore a partire dal 1° aprile 2015.

Il TAR, nella sentenza diprimo grado, haconfermatola propria competenza in materia, nonostante la Federazione Italiana Gioco Calcio avesse sollevato l’eccezione di incompetenza, per poi reputareche: “la complessità delle questioni dedotte in giudizio durante la preliminare discussione in fase cautelare richieda la delibazione propria della fase di merito, e che il 'periculum immediato' non sussista perché è possibile iscriversi al nuovo registro, come peraltro dimostrano l’operato di altri agenti”, negando con queste motivazioni la richiesta di sospensiva della IAFA.

I fatti appena descritti trovano la loro ragion d'essere dalla decisione della FIFA, avvenuta durante il Comitato Esecutivo del21 marzo 2014, di approvare il nuovo Regolamento Intermediari che ha sancito l'abrogazione del Regolamenti Agenti Fifa 2008 e la professione in esso disciplinata. Di seguito la FIGC, con comunicato ufficiale 189/a del 26 marzo 2015, ha emanato il nuovo Regolamento per i servizi di procuratore sportivo.

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La IAFAha espressoin modo chiaro la sua avversione nei confronti della rivoluzione FIFA con la conseguente introduzione della figura dell’intermediario, chiamato dal nostro regolamento impropriamenteprocuratore, e la sua intenzione di combattere in tutte le sedi possibili l’ingerenza ingiustificata, a loro dire, della FIFA nella professione degli agenti di calciatori.

Come primo atto, in previsione della conferenza che si sarebbe tenuta a Zurigo il 12 febbraio 2015 in materia di finanziamento delle società di calcio alla presenza delle principali istituzioni del mondo calcistico, la IAFA invia una lettera di significazione in cui esprime il proprio dissenso alla riforma e in cui ricorda come il nuovo Regolamento intermediari FIFA sia palesemente in contrasto con le garanzie prevista dalla normativa comunitaria europea.

In seguito, in data 16 febbraio, invia alla FIGC un atto stragiudiziale di diffida in cui ribadisce l’illegittimità del Regolamento intermediari FIFA per il contrasto con la disciplina comunitaria, segnalando nel contempo l’inizio dell’iter parlamentare del disegno di legge in materia diagente sportivo presentato dal senatore Falanga, diffidando, quindi, la FIGC dall’attuazione del Regolamento intermediari FIFA attraverso l’emanazione di un regolamento nazionale.

A seguito dell’entrata in vigore del Regolamento per i servizi del procuratore sportivo FIGC, avvenuto come da obbligo FIFA in data 1 aprile 2015, la IAFA, procede ad una serie di azioni legali con l’obiettivo di tutelare l’interesse degli agenti muniti di licenza autorizzata dalla FIGC. Nello specifico si è impegnata con i suoi associati a porre in essere:

  • un’impugnativa dinanzi al Tar del Lazio con richiesta di sospensiva immediata del nuovo regolamento;
  • un esposto ufficiale alla Commissione Europea;
  • un esposto ufficiale al Dipartimento governativo affari regionali, autonomie e sport, con richiesta di provvedimento speciale transitorio, viste le ragioni d’urgenza e opportunità e in virtù dell’iniziativa parlamentare attualmente in divenire (DDL Senato n. 1737);
  • un esposto ufficiale all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato;

Come chiarito in precedenza, ad oggi la IAFA non ha ottenuto i risultati sperati, tuttavia, la miriade di azioni messe in atto o promesse toglie qualsiasi dubbio: siamo solo all'inizio di una lunga battaglia per la salvaguardia dei diritti di una professione dacombattersi a colpi di azioni legali.

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