A chi possa dare tanto fastidio ad una squadra di calcio a 5 femminile è difficile da immaginare eppure un'associazione sportiva dilettantistica è stata costretta a chiudere proprio nel giorno di Natale per minacce ed intimidazioni; il tutto accade nel cuore della Calabria allo Sporting Locri in cui rimane ora solo una pagina del sito internet e la frase: "chiuso per dignità". E' una storia calabrese fatta di gomme di autovetture bucate e bigliettini intimidatori lasciati sui parabrezza delle automobili.

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"Si faceva anche allusione, oltre a chiudere la squadra, un'allusione a mia figlia ed hanno comunque toccato la sfera personale e tutto questo ci ha tanto destabilizzato" racconta il padre di una delle giocatrici di pallone, nonché presidente della squadra.

L'ultimo bigliettino, il 23 dicembre scorso, proprio sull'auto del presidente Ferdinando Armeni diceva: "forse non siamo stati chiari; lo Sporting Locri va chiuso!". Con un comunicato del 25 dicembre una denuncia ai carabinieri ed alla Digos (acronimo di Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali della Polizia di Stato) ha chiuso i battenti per intimidazioni dopo cinque anni di sport e iniziative di solidarietà che alla città ed alla regione avevano dato soltanto lustro. Per le ragazze di Locri è arrivato il momento di appendere gli scarpini al muro.

Non è la prima volta che succede una roba del genere

L'ultimo precedente nel napoletano almeno aveva già una spiegazione nel nome della squadra di calcio, la 'Nuova Quarto Calcio per la legalità' impegnata in promozione. Il team e tutto il suo intero staff fu sottratta alla malavita dalla magistratura quattro anni fa e restituita alla città attraverso un'associazione anti-racket.

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Ha resistito alle minacce della camorra (insieme di attività criminali organizzate di stampo mafioso) fino all'estate scorsa, poi ha dovuto chiudere per mancanza di sponsor ma non di coraggio, quel coraggio che serve proprio a combattere e sconfiggere la criminalità, soprattutto quella organizzata.