C'era proprio bisogno di quel gesto di scherno, di quello sberleffo, di tanta leggerezza in un momento così delicato come un calcio di rigore che poteva trasformare una sconfitta nella vittoria per le semifinali? C'era bisogno, da parte di Graziano Pellè, di quella mancanza di concentrazione che oggi, 3 luglio, gli fa chiedere scusa all'Italia intera? Si è detto che volesse imitare il gesto leggendario di Francesco Totti.

Era il 29 giugno del 2000, semifinale Italia-Olanda, quando Totti sfidò il portierevan der Saar con un rigore annunciato tramite un tiro "a cucchiaio". La differenza è che in quel caso, Totti, segnò.

Una partita lunghissima, l'ultima del ct Antonio Conte

Non c'era forse modo peggiore di salutare un allenatore come Antonio Conte. Una partita lunghissima, dopo 90 minuti regolari, due minuti di recupero, due tempi supplementari e ben 18 rigori.

Conte lascia la panchina della nazionale italiana, e la nazionale italiana lascia gli Europei 2016, già adombrati da quella minaccia terroristica del killer dei poliziotti Abballa. Certo, la partita non è stata persa per colpa di Graziano Pellè, tuttavia l'impegno dei nostri ragazzi si legherà purtroppo a quello che già sui social è diventato un fenomeno virale. Tanto che la stampa tedesca si è letteralmente scatenata contro di noi.

Fine del trauma, ciao Italia

Così si legge su "Der Spiegel". Una vittoria, quella dei tedeschi, che assume un sapore quasi di vendetta per le tante sconfitte celebrate in patria azzurra. La Germania sembra aver spezzato una maledizione. E' nato un nuovo eroe tedesco, ed il suo nome èJonas Hector. L'uomo che ha tirato dopo Pellè, con umiltà, concentrazione e portando a casa risultato e vittoria. "Vittoria nel dramma dei rigori, sconfitto il trauma dell'Italia", come riporta il Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Pellè sconterà una gesto fatto probabilmente in buona fede, senza premeditazione, forse anche frutto di una stanchezza e di un nervosismo che però da parte di calciatori milionari che hanno solo un compito in definitiva, vincere una partita, non ci si aspetta. E soprattutto ai quali non si perdona. Dopo l'annuncio della nuova sindaca di Roma Virginia Raggi che ha già detto di non volere le Olimpiadi 2024 a Roma, il calcio italiano perde una nuova occasione di far sognare i suoi spettatori.

Più umiltà sarebbe bastata a rendere questo addio dignitoso e memorabile.

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