Forse l'imprinting c'è stato, ma sul piano del gioco, siamo ancora ben lontani da standard accettabili.

L'italia di Ventura, dopo il pareggio contro la Spagna e la vittoria in rimonta sulla Macedonia, è al primo posto nel girone G di qualificazioni ai prossimi mondiali in Russia del 2018.

Nonostante ciò, gli azzurri sono ancora alla ricerca di una propria identità, soprattutto tattica. 

Lo spettro di Conte

Lo spettro di Antonio Conte, aleggia ancora sulla Nazionale di Giampiero Ventura, ancora troppo legato alle scelte dell'ex ct azzurro. 

La partita contro la Macedonia, è stata infatti l'emblema di quanto detto poc'anzi.

Una squadra apparsa ancora legata ai vecchi schemi "contiani".

Calciatori fuori ruolo e fuori posizione, con Bernardeschi che tra tutti, è sembrato essere un pesce fuor d'acqua.

Ventura, che non è un integralista almeno dal punto di vista tattica, dovrebbe scrollarsi l'etichetta di erede di Conte.

Giusta e condivisibile la scelta di rispedire a casa Pellè, in virtù della tutela del gruppo azzurro, che è più importante del singolo.

Cambio di passo e mentalità

Ora, però, c'è bisogno del cambio di passo.

E' giunto anche il momento di operare scelte impopolari, ma la nazionale ha bisogno di trovare la quadratura del cerchio.

Giusto puntare sui senatori, ma al contempo è opportuno dare spazio a giovani di prospettiva. In questo senso, vanno in questa direzione le scelte di Romagnoli, De Sciglio, Belotti e dello stesso Sansone, che anche se non più giovanissimo, rappresenta un elemento di discontinuità con il passato.

Senza dimenticare, che in un centrocampo con Verratti in veste di direttore d'orchestra, e dove è prossimo anche al rientro Claudio Marchisio dopo il lungo stop, sono imprescindibili elementi quali De Rossi, Florenzi, Parolo e Candreva. 

Per guadagnare la qualificazione diretta ai mondiali, servirà dunque l'aiuto di tutti.

La mission degli azzurri, è ardua, ma non impossibile. 

Il prossimo 12 novembre  a Vaduz, contro il Liechtenstein, servirà una prestazione convincente condita da una bella scorpacciata di gol. 

La differenza reti, infatti, conta e non poco in caso di arrivo a pari punti e di parità negli scontri diretti. 

Il solco dunque, è tracciato, così come la direzione da seguire. 

Serviranno testa, gambe e cuore, per strappare il pass per i mondiali.

L'Italia, per la sua tradizione calcistica, ha tutte le carte in regola per ben figurare, ma servirà un cambio di passo. 

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