In genere, storie come quella della RB Lipsia vengono presentate come una grande favola: la neopromossa nella massima divisione tedesca, con la vittoria di ieri, 18 novembre, ai danni del Leverkusen, si erge in vetta alla classifica da sola, in attesa della partita del Bayern Monaco di oggi. E stiamo parlando di una società che era in quinta divisione fino a pochi anni prima.

Ma il Lipsia per molti è la squadra della "lattina", perché il suo proprietario è la multinazionale Red Bull, sì, proprio quella che produce la bevanda energetica che possiede una squadra anche nella MLS americana.

E non a caso RB è una citazione indiretta del marchio societario, modo geniale per aggirare le regole tedesche, secondo le quali una squadra non può essere intitolata a un brand: significa RasenBallsport, ovvero sport di palla sull'erba (!), ma ovviamente richiama ben altro!

Nel mondo molto tradizionalista del calcio, l'idea che un club sia una macchina pubblicitaria viene vista con orrore, e in tanti attendono il match del 21 dicembre col Bayern Monaco per ristabilire definitivamente i valori (in campo e fuori).

Un fenomeno in campo...e fuori

Il fenomeno Lipsia ha ormai invaso anche il mondo dei media tedeschi: a "Chi Vuol Essere Milionario" un concorrente è stato sbeffeggiato dopo non aver risposto in modo esatto a una domanda su chi è l'allenatore della RB, ovvero Ralph Hasenhuttl, e guai a dire che l'allenatore della squadra rivelazione sia ancora uno sconosciuto al grande pubblico.

Ultimamente, dopo un duro attacco della dirigenza del Borussia Dortmund sulla mancanza di tradizione del club neopromosso, proprio Hasenhuttl è sbottato dicendo chiaramente che "non siamo qui per vendere bibite, ma per vincere". Ed effettivamente è quello che il Lipsia sta facendo.

Una città che sogna

A Lipsia, dopo il fallimento della gloriosa Lokomotiv, il calcio era entrato in una sorta di limbo, comune a molte realtà della Germania Est di un tempo: in fondo interessa solo avere un'opportunità di vincere e sognare in grande. Che questo comporti un po' di pubblicità ad una multinazionale, poco importa: in un mondo dove magnati cinesi acquistano il Milan, si può tranquillamente tollerare la RB Lipsia.