Ci sono 42 chilometri fra Montecatini e la Valdinievole da una parte, Viareggio e la Versilia dall'altra. E' quasi scontato definirli i 42 chilometri della vergogna. Senza iperboli e senza falsa retorica, è davvero un po' così. In occasione della partita del Girone E del Campionato di Serie D tra i padroni di casa del Montecatini e il Viareggio, con tanto di trasferta vietata ai tifosi del Viareggio, è comparsa una scritta nella zona dello stadio riservata dai tifosi di casa a quelli ospiti: “Viareggino Anna Frank”.
La partita passa in secondo piano
Il Montecatini si è imposto 1-0, grazie ad un gol di Giordano. Già a Novembre, la squadra della Valdinievole aveva avuto la meglio sul Viareggio, andando in Versilia a vincere in Coppa Italia estromettendo gli allora padroni di casa dalla competizione. Dopo l'1-0 di ieri, il Montecatini ha consolidato il suo undicesimo posto nel girone con 22 punti, mentre il Viareggio resta sedicesimo, in piena zona pericolo, a quota 14. Ma la vittoria di misura è ben magra consolazione rispetto alla crisi societaria del Montecatini stesso, per non parlare del senso di sgomento lasciato dallo striscione degli Ultras locali. Ci sono casi come questo in cui, ed è questa la vera sconfitta per tutti, i risultati e le classifiche passano in ultimissimo piano.
Viareggio protesta, il presidente di Montecatini si dimette senza le scuse dei suoi tifosi
Dopo lo striscione antisemita, il Viareggio si è rivolto pubblicamente alle autorità sportive. La denuncia viareggina non può essere lasciata cadere nel vuoto a questo punto: “non si trincerino dietro ai referti arbitrali e applichino quanto la normativa che la stessa Figc ha emanato in tema di striscioni”. Dal canto suo non si è nascosto dietro un dito, il presidente del Montecatini, Marco Innocenti. Le sue dichiarazioni. “Provvederemo a cancellare l’ignobile scritta, ma se entro martedì i nostri tifosi non chiederanno pubblicamente scusa alla città di Viareggio ritirerò la squadra dal campionato, è un atto vergognoso e ingiustificabile, pagherò gli stipendi e mi dimetterò”. Un segnale fondamentale, per ricordare a tutti che soprattutto nelle serie minori i valori e il rispetto non sono un optional.