La coppa d'Africa si chiude con le lacrime, sempre. Ci sono quelle di gioia, in questo caso del Camerun, che è tornato sul tetto del continente africano quindici anni dopo il trionfo del 2002 contro il Senegal, nella finale vinta ai rigori a Bakamo (Mali). E, soprattutto, che sfata il tabù Egitto, una nazionale che prima della gara di ieri era stata già affrontata dai Leoni Indomabili due volte nell'atto conclusivo del torneo, nel 1986 e nel 2008.

E in quei casi ad uscire dal campo con la coppa erano stati i Faraoni.

Stavolta è andata diversamente e il pianto amaro è toccato all'Egitto. La nazionale più vincente della storia della Coppa d'Africa, con i favori del pronostico, con una difesa impenetrabile e un Mohamed Salah in grande spolvero, è caduta sotto i colpi di N'Kolou e Aboubakar, due giocatori che la partita non l'hanno nemmeno iniziata, ma che sono state le scelte vincenti di Hugo Broos, l'allenatore belga che ha portato i suoi Leoni Indomabili al trionfo.

Ed è proprio lui l'uomo copertina di questa vittoria. Un allenatore che in finale ha deciso la sfida con i cambi che hanno realizzato una rimonta pazzesca e che permetteranno ai Leoni di portare la Coppa da Libreville fino a Yahoundé, dove il trionfo e il festeggiamento della squadra potrà proseguire insieme al popolo camerunense. Ma questa vittoria di Broos e dei suoi ragazzi, i suoi "amici", come ha dichiarato in conferenza stampa, non è frutto del caso.

Un gruppo coeso intorno ad Hugo Broos che ha saputo reagire al rifiuto da parte dei top player come Choupo Moting e Matip, oltre ai vari Nyom, Poundje, Anguissa, Amadou, Onana, Assembe, di prendere parte alla competizione continentale per non rischiare problemi con i club di appartenenza. Forse una dichiarazione anticipata di resa, affermare che il Camerun sarebbe stato solo una comparsa in Gabon, con il dibattito riguardo una possibile eliminazione già dopo la fase ai gironi.

Broos ha deciso di affidarsi ai giovani, a sedici giocatori su ventitré nati dopo il 1990, per plasmare il gruppo con le idee che aveva in testa e per motivare i suoi a vincere per rispondere a tutti quelli che non credevano nei Leoni Indomabili. Alla fine ha avuto ragione lui, un allenatore che ha ricominciato ad allenare dopo cinque anni di inattività e che ha preso la panchina del Camerun dopo aver risposto ad un annuncio della Federazione che aveva presentato il "bando" per il nuovo Commissario Tecnico su internet.

Una meravigliosa storia di sport, finita con il sorriso dei Leoni Indomabili e di un sessantacinquenne venuto da Humbeek.

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