Il Maracanà di Rio de Janeiro, ovvero il calcio. Insieme allo stadio londinese di Wembley, all'Azteca di Città del Messico, al Bernabeu di Madrid, al Camp Nou di Barcellona, al Prater di Vienna ed al Meazza di Milano è uno dei 'templi' per eccellenza dell'arte pedatoria. Era il tempio più colossale, l'unico impianto capace di ospitare oltre 200 mila spettatori che raggiunse il limite della capienza in occasione della 'drammatica' sfida tra Brasile ed Uruguay ai Campionati Mondiali del 1950. Era stato costruito proprio in occasione della fase finale della Coppa del Mondo che si disputò in quell'anno nel Paese del samba: doveva essere il glorioso teatro di un trionfo ma vi andò in scena una vera 'tragedia' nazionale alla luce dell'inattesa sconfitta della selecao nella citata partita.
Prima del 2014, in occasione dei nuovi Mondiali in Brasile, venne completamente ristrutturato e la mastondontica capienza venne ridotta a 'soli' 78.838 posti, tutti a sedere. I nostalgici non lo accolsero bene: il Maracanà era diventato una sorta di 'salotto' ed aveva forse perso quella caratteristica che lo trasformava in una fantastica bolgia davvero unica al mondo. Dopo la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici dell'anno scorso e dopo aver celebrato il primo titolo a cinque cerchi del calcio brasiliano, è stato letteralmente abbandonato a causa di enormi problemi economici e della grave crisi finanziaria che sta squassando l'intero Brasile.
Stadio al buio ma in aprile rivedrà la luce
Il Comitato Olimpico che ha organizzato i Giochi di Rio ha lasciato terra bruciata.
L'ultimo capitolo riguarda l'azienda energetica che ha tolto la corrente elettrica del Maracanà, alla luce di fatture non pagate per oltre 880 mila dollari. Inoltre, il consorzio che lo gestisce - il cui azionista di maggioranza è la società 'Odebrecht' - non vuole più occuparsene a causa della situazione debitoria in cui è stato lasciato. Morale della favola, nessuno gioca più al Maracanà da mesi, lo stadio è stata ripetutamente vandalizzato, sono stati devastati seggiolini e strutture sanitarie e l'erba del rettangolo di gioco non esiste più, se non per pochi malinconici ciuffi. Ma l'epopea del Maracanà non si è certamente chiusa qui, sui gestori pende l'ordinanza del Tribunale che impone di recuperare lo storico impianto con la minaccia di pesantissime sanzioni pecuniarie.
Le ultimissime notizie sono positive: il consorzio ha bandito un concorso per la nuova gestione dello stadio e si sono fatte avanti due società francesi. A breve, si parla del 24 febbraio, dovrebbe essere annunciato il vincitore. Seguirà poi la fase di accertamento da parte dei nuovi titolari sulle effettive condizioni del consorzio che andranno a rilevare, un procedimento standard quando vengono acquisite aziende già esistenti che durerà quasi un mese. Se tutto va come previsto, ad aprile dovrebbe iniziare il recupero del Maracanà che, nelle intenzioni della Federcalcio di Rio de Janeiro, potrebbe ospitare le finali del campionato carioca fissate il 30 aprile ed il 7 maggio prossimi.