Tra i meriti della Juventus degli ultimi anni, oltre quelli sportivi, figura certamente la capacità di essersi dotata di un impianto proprio di ultimissima generazione. La società bianconera ha avuto la capacità e la forza economica per far demolire il discusso e discutibile stadio "Delle Alpi" ed edificare il più piccolo, compatto e funzionale "Juventus Stadium", autentico gioiello di architettura sportiva inaugurato nel 2011. Non è l'unico impianto all'avanguardia nel panorama calcistico italiano, un altro fiore all'occhiello è senza dubbio il "Mapei Stadium" di Reggio Emilia che ospita le gare interne del Sassuolo e della Reggiana.
Il nuovo nome è stato assunto nel 2013 dopo le ultime opere di ristrutturazione, in precedenza si chiamava stadio "Giglio" e, successivamente "Stadio di Reggio Emilia Città del Tricolore". Ultimo impianto radicalmente rinnovato è il "Friuli" di Udine che, per motivi di sponsor, si chiama ora "Dacia Arena" ed è ovviamente sede delle partite casalinghe dell'Udinese. È stato inaugurato nella sua nuova veste a gennaio dell'anno scorso. Sono tre isole di un vasto mare di inadeguatezza, l'impiantistica sportiva in Italia necessita di un restyling non più rinviabile.
Stadi sul modello inglese
La progettualità dei nuovi impianti è decisamente cambiata rispetto ai tempi di Italia '90, quando vennero costruite opere mastodontiche con ingenti fondi in occasione dei Campionati del Mondo.
La tendenza di oggi punta sul modello inglese: stadi più piccoli, in modo da averli pieni il più possibile, costruiti su misura per il calcio,. Sul nuovo stadio della Roma, al centro di un 'balletto' che coinvolge la Soprintendenza ai Beni Culturali e la giunta guidata dal sindaco, Virginia Raggi, è stato detto e scrtitto tanto. Il prossimo 3 marzo la Conferenza dei servizi fornirà il parere definitivo, quello unico dello Stato. Tra le altre società italiane che necessitano di un nuovo stadio c'è senza dubbio il Cagliari che gioca le gare interne nel fatiscente Sant'Elia costruito all'interno del vecchio impianto e tutt'altro che sicuro. Reduce dalla disastrosa esperienza della Is Arena, ora la società sarda intende investire 55 milioni di euro per demolire il Sant'Elia e costruire un nuovo stadio di circa 21 mila posti i cui lavori dovrebbero iniziare la prossima estate.
Per consentire alla squadra di giocare a Cagliari le gare interne fino al 2019 (anno in cui dovrebbero essere concluse le opere) dovrebbe essere edificato uno stadio provvisorio da 16 mila posti. Tra i nuovi progetti c'è anche quello dell'Empoli, un gioiellino con le tribune interamente coperte da circa 20 mila posti con area commerciale adiacente. I lavori dovrebbero partire la prossima estate e, anche in questo caso, non termineranno prima del 2019. A Genova, invece, è in atto un progetto congiunto di Sampdoria e Genoa per ristrutturare quasi interamente il "Luigi Ferraris". Per quanto riguarda gli altri progetti, la Fiorentina ne sta predisponendo uno per la realizzazione di un nuovo impianto ma, alla luce delle difficoltà burocratiche, la strada è ancora lunga.
A Milano invece, tanto l'Inter quanto il Milan sono intenzionate a tenersi stretto il "Meazza", anche se la nuova proprietà cinese dei nerazzurri ha esposto l'intenzione di ristrutturarlo. In tal senso bisognerà attendere anche il parere della sponda milanista, il club rossonero ha ormai abbandonato il progetto di costruzione di un nuovo stadio. Un capitolo a parte merita il Torino: nulla cambierà per quanto riguarda lo stadio Olimpico che venne rinnovato per i Giochi invernali del 2006. Il prossimo mese di maggio però dovrebbe vedere la luce il nuovo "Filadelfia", il mitico stadio del Grande Torino il cui complesso ristrutturato ospiterà gli allenamenti della prima squadra, le partite della Primavera e la sede della società.