Quando, al termine di Inter-Barcellona del 2010, Mario Balotelli gettò a terra la maglia nerazzurra, si capì che fra l'attaccante bresciano e i colori nerazzurri era finita. Così accadde, visto che pochi mesi dopo lo stesso Balo divenne un giocatore del Manchester City nella prima finestra di mercato, quella estiva, disponibile. Lo stesso significato di rottura ha l'uscita dal campo di ieri di Gianluigi Donnarumma. Disgustato e arrabbiato per il rigore a tempo scaduto concesso ai bianconeri da Massa e Doveri, il portiere rossonero non solo non ha risposto al saluto di Dybala, ma ha commentato in maniera eloquente "Vergogna, sempre loro" gli episodi arbitrali di fine gara, prima di baciare lo stemma rossonero sulla maglia del Milan.

Gesto fatto cercando direttamente, occhi negli occhi, lo sguardo dei tifosi bianconeri dello Stadium. Come a dire, amo il Milan e qui non ci verrò mai.

A San Siro la tacchettata in faccia di Pjanic

Donnarumma non ama i colori bianconeri, come conferma qualche suo post, anche eccessivo come capita a tutti i ragazzini del mondo, scritto su Facebook all'età di 13-14 anni. Ma lo si era capito anche nella gara di andata quando, nel concitato finale, aveva subìto sul suo volto una tacchettata di Pjanic che non era stato espulso e non si era scusato. Addirittura, dopo quel brutto colpo in faccia, Mandzukic lo aveva invitato, con Gigio che era ancora dolorante a terra, a rialzarsi presto: "Come on, come on".

I veleni della Coppa Italia

Il quotidiano Tuttosport aveva iniziato una campagna per Donnarumma alla Juve, dopo la partita di Coppa Italia di Gennaio. Sul gol incassato su punizione da Pjanic, qualcuno aveva visto una indecisione del portiere rossonero ed era scattata l'interpretazione velenosa: Donnarumma non era sereno, ha giocato male perchè pensava già alla Juventus. "Tesi" ampiamente sbugiardata dallo Juventus-Milan di Campionato. Donnarumma è stato il migliore in campo, ha protestato con il cuore e con l'anima per le decisioni arbitrali del finale di gara e ha baciato la maglia del Milan di fronte ad uno stadio che sente estraneo. Tutto questo lo ha capito anche l'ex juventino Gianluca Vialli che a fine gara, ha dichiarato: "Sono d'accordo col suo agente sul fatto che Donnarumma merita di giocare in una grande squadra con grandi ambizioni.

Ma se fossi in lui, anche per riconoscenza nella società dove è cresciuta, darei un paio d'anni al Milan. E' giovane, ha tempo, guadagna abbastanza, poi se questa nuova società non dovesse decollare potrà andare dove vuole".