"Un gesto che si commenta da solo", "Sta emergendo sempre di più la signorilità del geom Galliani", sono le prime reazioni di pancia dei tifosi interisti sui social e in calce, con vari post, ai siti nerazzurri che riassumono la notizia, dopo il racconto fatto da Zlatan Ibrahimovic a Fabio Capello, su Fox Sports: "Quando abbiamo vinto il titolo, ricordo Galliani che entra nel nostro spogliatoio con in mano la maglia dell’Inter con lo Scudetto e lo scuce davanti a noi dicendo: ‘Adesso questo è nostro’. Non volevo lasciare il Milan".

Esclusiva BlastingNews, il commento di Gian Felice Facchetti

Un grande tifoso nerazzurro, come il figlio del grande Giacinto, ci ha dichiarato: "La vedo solo come una cosa simbolica per esaltare la squadra e lo spogliatoio dopo una vittoria sui cugini, niente di più. Se Galliani aveva la maglia nerazzurra a portata di mano è segno che anche un po' temeva la rimonta".

Lo Scudetto da una parte all'altra della città

Gli ultimi casi di derby passati nel giro di un anno in Italia, da una parte all'altra della città, sono i seguenti: l'alternanza fra Juventus e Torino negli anni '70 (Juventus tricolore nel 1975, Toro nel '76 e Juve nel '77) - Il Milan tricolore nel 1979 e l'Inter nel 1980 - Il Milan campione nel 1988 e l'Inter nel 1989 - La Lazio prima nel 2000 e la Roma nel 2001 - L'Inter nel 2010 e appunto il Milan nel 2011.

La pratica di "scucire" la maglia fra i tifosi è stata inaugurata proprio a Roma all'inizio del nuovo millennio. Roma è già una città calcisticamente più abituata a questi gesti acri, a questi colpi bassi. Quando, nel Maggio 2011, in una tv privata milanese venne messe in scena la stessa "pratica" con lo Scudetto scucito dalla maglia dell'Inter per apporlo su quella del Milan, molti tifosi interisti reagirono duramente.

Le mani di un avversario sulla tua maglia, per togliere un titolo vinto: è un gesto che può scatenare reazioni forti. Anche se dipende sempre dallo spirito con cui si fanno le cose, e laddove non ci sono intenzioni dolose o livorose, tutto può essere accettato e sdrammatizzato. Nel caso specifico, Adriano Galliani non aveva fatto nulla di pubblico e nessuno aveva rivelato la circostanza. L'episodio viene alla luce oggi, solo per via del racconto di Ibra al microfono di Fabio Capello.

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