L'Huffington Post nella giornata di ieri, mercoledì 22 Marzo, ha pubblicato una sfilza di intercettazioni di cui è venuto in possesso e che inchioderebbero il presidente della Juventus Andrea Agnelli, confermando incontri e contatti avuti con esponenti della 'Ndrangheta, parte della curva bianconera, e la conseguente stipula di accordi inerenti alla vendita di biglietti e altre attività illecite.

Rapporti tra Juventus e 'Ndrangheta: le intercettazioni diffuse dall'Huffington Post

A cospetto della commissione Antimafia, Luigi Chiappero, avvocato difensore della società, aveva negato ogni tipo di contatto tra i dirigenti juventini ed esponenti della mafia, affermando che la Juventus non era a conoscenza che tali individui appartenessero alla malavita.

Le suddette dichiarazioni sono state prontamente smentite da due intercettazioni che confermano l'esistenza di rapporti tra Andrea Agnelli e Rocco Dominiello, figlio di un boss della 'ndrangheta, supportate anche dalla confessione di quest'ultimo nel corso di un interrogatorio avvenuto in carcere. Giuseppe Pecoraro a capo della Procura Federale, afferma nel documento venuto in possesso dall'Huffington Post, che non solo Andrea Agnelli fosse a conoscenza degli accordi stipulati dalla Juventus con esponenti della mafia, ma che addirittura acconsentisse a tali pratiche.

Nelle intercettazioni emerse in merito alla questione della vendita dei biglietti, il presidente del club bianconero aveva affermato nel 2016 che: 'So che erano lì, erano in gruppo, ogni volta che li incontravo scrivevo tutto ciò che loro dicevano per dare importanza alle loro parole. Li vedevo ogni sei mesi. Loro comprano ciò che devono acquistare, ci pagano subito e poi se ne occupano loro di gestire il tutto'.

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Agnelli sapeva di trattare con esponenti della malavita

In una seconda intercettazione viene smentito quanto detto dall'avvocato difensore, e cioè che il club era ignaro dell'appartenenza degli ultras bianconeri al mondo della malavita. Andrea Agnelli, nel corso di una seconda telefonata risalente al 2014, parla di Loris Grancini, capo ultras juventino. Le sue parole sono queste: 'Il problema è che lui ha ucciso delle persone, ha mandato gente ad uccidere'.

Dominiello, dal canto suo, confessa in un interrogatorio svoltosi in carcere che aveva conosciuto il dirigente juventino nel corso di una cena. Si era poi recato nella sede della Juve, a partire dal 2012, e si era accordato sempre e solo col presidente Agnelli per la vendita di abbonamenti ai capi ultras bianconeri. Come se non bastasse Alessando D'Angelo, responsabile sicurezza della Juve, era molto preoccupato per le ripercussioni penali che la faccenda avrebbe potuto riversare su di lui e i dirigenti, in quanto tutti erano al corrente della posizione di Dominiello e la sua appartenenza alla malavita.

Luigi Chiappero, in risposta a tutto ciò, ha comunicato che Agnelli si metterà a disposizione per essere ascoltato: il tutto avverrà presumibilmente nel mese di aprile.

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