La squadra sta con Pioli. Parola di capitano. Lo ha certificato Mauro Icardi, intervenuto dopo la pesante sconfitta casalinga contro la Sampdoria di Marco Giampaolo, ai microfoni di Premium Sport.

“Nonostante la sconfitta siamo molto tranquilli e credo che lo sia anche il mister - dice il capitano nerazzuro - mancano 8 partite alla fine del campionato ed è concentrato solo su questo. È la persona giusta, con la sua personalità ci ha fatto fare grandi cose".

E’ ancora lui quindi, per l’argentino almeno, l’uomo giusto per guidare l’Inter nella prossima stagione, quella in cui non saranno più accettati passi falsi. Il risultato di oggi, infatti, condanna i nerazzurri a firmare la resa. La Champions League oggi è un sogno svanito, ed anche nella prossima stagione non vi sarà alcuna partecipazione. Per Suning, per tutta la società è l’ennesima stagione di transizione, una lunghissima transizione che dura dal post Triplete del 2010.

Che ora anche i tifosi faticano a digerire. Ci avevano creduto in tanti, ed avevano riempito ancora una volta San Siro, anche di lunedì, per spingere i propri calciatori in quella che sembrava ancora come una impresa possibile. Confermando gli ottimi dati sulle presenze stagionali sugli spalti che vedono l’Inter trionfare in Italia per media di spettatori.

Gli stessi, ora, invece, mettono in discussione il mister e tanti altri giocatori.

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Su Pioli si allunga sempre di più l’ombra di Antonio Conte, uno che, per prendersi la propria rivincita nei confronti della Juve, potrebbe decidere di sposare il progetto proposto da Suning. All’Inter inoltre non ci sarebbero problemi di disponibilità economiche e l’ex Ct della nazionale potrebbe essere accontentato con l’acquisto di alcuni uomini chiave per il proprio gioco. Tra le “colpe” di Pioli, che hanno scatenato i commenti su social e forum, ci sarebbero la sostituzione di Gagliardini, la scelta di puntare su Brozovic, apparso irritante, snervante e dal quale sono nati entrambi i goal dei doriani.

Ma anche il mancato (l’ennesimo) impiego di Gabigol, a cui è stato preferito, ancora una volta, Eder. Tanto che nemmeno il brasiliano sembra aver preso benissimo la scelta.

La reazione del brasiliano al fischio finale

Pioli dovrà fare i conti anche con questo caso spinoso. Il giovane, arrivato in estate dal Santos, ha gettato la pettorina e calciato via una bottiglietta. Un gesto di frustrazione per un ragazzo presentato in pompa magna e che invece ha collezionato solo 7 presenze (tutte dalla panchina) ed un goal, decisivo, contro il Bologna.

Addio Champions League

"Se la stagione finisse così sarebbe sicuramente un fallimento. La Champions League ora è andata, ma per l’Europa siamo lì” ha detto Mauro Icardi. A fargli eco il mister Stefano Pioli: “Se fosse questa la classifica sarebbe una stagione non positiva. Ora serve tornare a vincere”. Parole che suonano come una resa definitiva. Certificata anche dai numeri, Roma e Napoli sono imprendibili, e da un calendario per nulla facile.

I rischi

Quali rischi corre l’Inter ora? Quello più grave è, senza dubbi, restare fuori dalle coppe. Un fallimento, soprattutto per le ambizioni di un gruppo così ambizioso come quello cinese, che a cascata influirebbe negativamente su tutta una serie di fattori. Tra questi le maggiori difficoltà che incontrerebbe la società nell’acquistare, nella prossima sessione estiva, giocatori dal maggiore peso specifico, che difficilmente accetterebbero di restare fuori da competizioni continentali. Ma tra i rischi – da evidenziare – c’è anche la perdita di entusiasmo. L’ambiente nerazzurro è particolare, e il pubblico è notevolmente esigente. Chi non riuscirà a reggere la pressione potrebbe essere “sbranato” dai suoi stessi errori. E allora a quel punto torneremmo ai fischi, ai “bidone”, alle guerre social, e a destabilizzare la squadra. I recuperi dei vari Kondogbia, Murillo e Banega potrebbero risultare vanificati. E la crescita dei giovani Gagliardini e Gabigol frenata o definitivamente compromessa.

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