La vicenda Donnarumma sembra sia soltanto all'inizio: Mino Raiola si concede in una lunga intervista alla "Gazzetta dello Sport" svelando i motivi del mancato rinnovo del talento campano.

La verità sul mancato rinnovo

Gianluigi Donnarumma voleva restare. Mino Raiola parla di un presupposto importante: la volontà del ragazzo, inizialmente, era quella di continuare a vestire la maglia rossonera. Poi qualcosa è andato storto, nei tempi e modi di adeguamento del contratto. Ma partiamo dall'inizio: Raiola aveva deciso di non rinnovare quando a capo della società c'era ancora l'ex patron Adriano Galliani: "Il club era impegnato nel passaggio di proprietà e abbiamo deciso di aspettare, era doveroso prendere tempo".

Poi le pressioni della dirigenza rossonera. L'ex amministratore delegato del Milan voleva fare da paciere tra le parti, ma ha ricevuto un "No" di risposta. Raiola voleva che il club si rapportasse al ragazzo in modo sereno: "Una frase di Massimo Mirabelli lo ha lasciato di stucco a 4 giornate dalla fine del campionato: o firmi o vai in tribuna. Il ragazzo per la troppa pressione aveva iniziato ad evitarlo, lo stress a cui è stato sottoposto per la firma era troppo". Da lì, l'epilogo. La società rossonera ha informato la stampa di ogni dettaglio, creando una bufera intorno al portiere, attaccato così anche dai suoi sostenitori. "La famiglia ha persino ricevuto minacce di morte. I tifosi hanno posto uno striscione sotto la sede del club che non è stato ancora rimosso.

La società non ha fatto nulla per proteggerlo".

Che ne sarà del futuro di Donnarumma?

A sorpresa, Raiola nega di aver stipulato accordi con il Real Madrid, e lo stesso vale per la Juve: "Donnarumma non sceglierebbe mai la Juventus, per rispetto al Milan". Il futuro del ragazzo si deciderà dunque nei prossimi mesi. A quanto ammonterebbe il prezzo del cartellino?

"I prezzi non li faccio io, ma il Milan" commenta il procuratore "Non ne abbiamo mai parlato in quanto l'intenzione era quella di restare".

Donnarumma provato dall'astio dei tifosi

Dalle ultime indiscrezioni trapelate pare che il Milan non abbia intenzione di cedere il ragazzo fino alla scadenza del contratto. Una stagione in tribuna per il portiere sarebbe letale.

Tuttavia, una cessione comporterebbe un discreto guadagno che il club potrebbe utilizzare per rivoluzionare ulteriormente la rosa. Donnarumma sembra molto provato dalla vicenda, soprattutto per il clamore suscitato: l'ultimo episodio risale a ieri, 18 giugno, quando in occasione della partita Danimarca-Italia, oltre ad aver esposto uno striscione con su scritto "Dollarumma" a caratteri cubitali, i tifosi presenti allo stadio hanno tappezzato la porta destinata all'ormai ex portiere rossonero con banconote finte.