Uno dei colpi più importanti della sessione estiva di calciomercato è stato, senza ombra di dubbio, quello che ha visto Leonardo Bonucci trasferirsi al Milan. Il club di Via Aldo Rossi, per assicurarsi il difensore della nazionale italiana, ha dovuto versare nelle casse della Juventus 40 milioni di euro più 2 di bonus. L'ex calciatore del Bari è certamente uno dei difensori centrali più forti nel panorama calcistico mondiale, e potrà consentire alla squadra di Montella di compiere il definitivo salto di qualità.

Bonucci, infatti, porterà nella Milano rossonera, oltre alle grandi doti tecniche, anche quel carisma, quella personalità e quella mentalità vincente che nella rosa milanista ultimamente sono state merce rara.

La speranza dell'ex allenatore della Fiorentina, di Fassone e Mirabelli, e di tutti i sostenitori del "Diavolo", è che l'ex juventino possa garantire quel salto di qualità decisivo per tornare a competere per i massimi traguardi in Italia. Il mercato del Milan però non è finito, e se insieme al difensore dovesse arrivare anche un grande attaccante, allora i tifosi milanisti potrebbero legittimamente sognare di lottare con la Juventus per la conquista dello scudetto.

Bonucci-MIlan: scoppia il caso del numero di maglia?

Tra i motivi che sembrano aver spinto Bonucci a lasciare la Juventus, e che al contempo avrebbero convinto il club campione d'Italia a non opporsi al suo trasferimento, pare ci siano dei problemi che il difensore della Nazionale italiana avrebbe avuto all'interno dello spogliatoio bianconero.

Secondo quanto riportato da "Calciomercato.com", il neo-rossonero sarebbe già finito al centro di un "caso" durante questi suoi primi giorni da calciatore del Milan. La causa della presunta grana sarebbe riconducibile al numero di maglia, quel 19 tanto caro all'ex calciatore della Juventus, ma già di proprietà di Franck Kessié.

Bonucci, infatti, ancor prima di parlare con il centrocampista ivoriano, aveva dato per scontato che il numero 19 finisse sulle sue spalle, ed anche il club rossonero aveva assecondato la sua volontà.

Tuttavia, il comportamento del giocatore e del Milan non sarebbe andato giù a Kessié e all'intero spogliatoio milanista, che non avrebbe accolto con entusiasmo l'acquisto di Bonucci in "pompa magna", con annesso super-ingaggio e fascia da capitano.

Va sottolineato, inoltre, come per l'ex atalantino, il passaggio dalla maglia 19 alla 14 non rappresenti solo una questione di principio: il calciatore tiene davvero a quel numero, che gli ricorda il giorno in cui è scomparso il padre.

Bonucci avrebbe comunque insistito con il Milan per avere lo stesso numero che ha indossato alla Juve e, alla vigilia della sfida amichevole contro il Borussia Dortmund, la società ha fatto trovare a Kessié, nello spogliatoio, la maglia stampata con il numero 14. A quel punto il centrocampista avrebbe chiesto dei chiarimenti e il club, per far rientrare fin da subito la questione, gli avrebbe riconsegnato la precedente casacca. Tutto risolto dunque? Ora dipenderà da Bonucci: accetterà un altro numero, o continuerà ad insistere per avere il 19?

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