Nell'estate di appena un anno fa, quando sbarcò nella Capitale, un certo scetticismo accompagnò l'arrivo di Ciro immobile alla Lazio per appena 8 milioni di euro. Dopo le deludenti esperienze all'estero, a Dortmund prima e Siviglia poi, e il ritorno non troppo positivo al Torino, infatti, per l'attaccante di Torre Annunziata la chiamata del club di Claudio Lotito pareva quasi già una sorta di ultima spiaggia per provare a rilanciare la propria carriera: detto fatto. I numeri della passata stagione parlano chiaro: 23 gol e 3 assist in 35 presenze totali che contribuiscono in maniera determinante al quinto posto in campionato e soprattutto alla strameritata qualificazione in Europa League.

"Ciro? Non ci sono più aggettivi per lui"

Parole al miele, dolcissime, firmate Simone Inzaghi.

Il tecnico biancoceleste si è così espresso nel post-partita dell'ultima gara vinta 0-3 a Verona, nella quale Immobile ha siglato ben due gol e fornito un assist decisivo. E come dargli torto. Un inizio di stagione a dir poco stratosferico per il 27enne napoletano, autore di ben 12 gol e 3 assist in 9 apparizioni ufficiali tra Supercoppa, campionato ed Europa League. L'ultimo della serie lo ha messo a segno proprio nella gara europea giocatasi ieri sera, all'Olimpico, vinta 2-0 contro i belgi dello Zulte Waregem. Subentrato ad inizio ripresa, al posto del claudicante Luis Alberto, impiega appena 36' per timbrare il cartellino: un destro chirurgico sul palo più lontano che batte l'incolpevole Leali e chiude di fatto i giochi a pochi secondi dal fischio finale.

Oltre che nei piedi, però, è soprattutto sotto l'aspetto mentale che Immobile ha fatto un enorme salto di qualità. Una consapevolezza acquisita partita dopo partita, che ad oggi fanno di lui il vero leader nonché perno indispensabile per la lazio tutto sprint di Simone Inzaghi. Quella stessa consapevolezza che probabilmente ha cercato, senza successo, sia nelle esperienze in Germania e Spagna che di ritorno al Torino, e che invece è riuscito a trovare finalmente in biancoceleste, nel pieno della maturità calcistica.

Fatti e non parole, come sta ampiamente dimostrando con delle statistiche pazzesche in campionato:

  • primo per incidenza nei gol di squadra (62%) davanti persino ai vari Dybala, Icardi e Dzeko
  • terzo per media di tiri a partita (4.5), alle spalle solo del dieci bianconero e del nove giallorosso
  • primo per gol in area piccola (2) al pari di Dzeko e secondo solo a Dybala per gol in area di rigore (5) contro i 7 dell'argentino

Dati destinati a crescere visto il rendimento altisonante, sin qui, del 17 biancoceleste, che sta facendo sognare una tifoseria intera pronta a gioire ad un suo prossimo gol o assist già dalla prossima sfida casalinga contro il Sassuolo. Ei fu, siccome Immobile...