L'attesa

I tifosi della Roma si sfregano le mani. Gli amanti del calcio pure. L'attesa è tutta per Patrick Schick, il fiore all'occhiello del mercato giallorosso. Ha superato un certo Gabriel Omar Batistuta nella classifica dei calciatori più pagati della storia della squadra della capitale, non poco.

Qualità tecniche

Perchè la Roma ha investito così tanto su questo ragazzone Ceco di 21 anni? La risposta è semplice: Schick rientra nel ramo dei pochi attaccanti moderni che coniugano le qualità tecniche alla fisicità.

Col pallone fa quel che vuole; fiuto del gol unito ad un'innata capacità di creare superiorità numerica sulla trequarti quando riceve palla sul centro destra. Delizia il pubblico con giocate tecnicamente clamorose, soprattutto per un attaccante di 1 metro e 87. Il gol contro il Crotone "alla Bergkamp" è ancora nelle memorie degli amanti del calcio e, soprattutto, in quelle dei tifosi della Sampdoria.

Uno così non puoi non amarlo, al di là della fede calcistica. Come si amano quei talenti indiscutibilmente affascinanti, che coniugano l'eleganza alla cattiveria puramente agonistica. La facilità con cui porta a termine giocate che, per la maggior parte dei suoi colleghi sono anche solo impensabili è al limite dell'irreale. Altissimo anche il livello della sua mente calcistica. La capacità di saper decidere quando partire sul filo del fuorigioco verso la porta e quando, invece, cercare spazi tra la linea difensiva e quella mediana avversaria è da stropicciarsi gli occhi.

Sorprende anche la capacità di gestione del pallone nello stretto. Prendendo spunto da una celebre frase su Lionel Messi di Roberto Saviano, possiamo dire che quell'altezza, che sfiora il metro e 90, e quel baricentro così alto, non permetterebbe una tale maestria nello "slalom" stretto tra i difensori, ma lui non lo sa, e "slalomeggia" lo stesso...

I paragoni

Schick, infatti, nonostante le sue lunghe leve, accarezza il pallone come un musicista fa col suo violino.

Descrivendo queste capacità, non può non venire in mente un illustre nome: Zlatan Ibrahimovic. Il paragone è azzardato, forse troppo, ma ci piace rischiare. D'altronde si sa, le previsioni le sbaglia solo chi le azzarda. Di strada da fare ce n'è tanta, ed è incredibilmente tortuosa e ripida. Ma all'orizzonte l'obiettivo è ben visibile. E a noi, in cuor nostro, piace pensare che il Dio Svedese abbia già fatto la sua scelta, illuminando la difficile strada del talento Ceco.

E noi, da amanti del pallone, ci auguriamo che il violino Schick possa diventare uno Stradivari.

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