Il Milan di agosto ha vinto lo Scudetto del mercato. La classifica, al 23 di ottobre, recita undicesimo posto. E' presto per tirare le somme, dare giudizi definitivi, ma la crisi è concreta, a fronte di un investimento estivo quasi senza precedenti per il moderno calciomercato di Serie A.

I motivi della profonda difficoltà rossonera? In primis una mancanza assoluta di gerarchia: cambi di modulo continui, una linea difensiva che fatica a trovare continuità, quindi affiatamento. Un centrocampo spremuto eccessivamente, sperimentazioni senza fine dalla trequarti in su: Bonaventura, Suso, Calhanoglu, Borini, Kalinic, Andrè Silva, Cutrone.

Quali sono i titolari, quali le riserve? Quali possono rendere al meglio? Al netto di molti errori tattici, alcuni dei giocatori più determinanti hanno spesso giostrato fuori ruolo. Le aspettative troppo elevate hanno finito per schiacciare tutto il resto. Bonucci o non Bonucci: spostare gli equilibri è compito di un sistema di gioco, di un gruppo, non di un singolo. L'individualità rende al massimo in un contesto solido: ecco come spiegare la differenza di rendimento tra il Bonucci bianconero e quello attuale. A livello del tutto personale mi piacerebbe vedere Montella più arrabbiato, più deluso, più cinico in conferenza stampa: il sorrisino non è il giusto riflesso di questo periodo negativo.

Il resto della Serie A propone uno spettacolo pazzesco, ben lontano dagli ultimi anni dominati dalla Juventus targata Conte - Allegri: la competizione è altissima, con ben 5 squadre al top. Da tempo non si vedeva così tanta incertezza sin dalle battute iniziali: il Napoli regala costantemente emozioni e se Guardiola sbandiera così tanto rispetto nei tuoi confronti forse la strada intrapresa è davvero importante.

La Juventus è sempre la Juventus: soffre più degli anni scorsi a livello difensivo, ma la rosa è talmente profonda e talentuosa da riuscire a sopperire a eventuali problemi di tenuta difensiva. Grandi individualità offensive. L'Inter è ben allenata, ha una rosa costruita in maniera intelligente: ha qualità, quantità, corsa e fisicità. Il tutto senza le coppe.

Attenzione ai nerazzurri. Le due romane chiudono il cerchio: il nuovo ciclo della Roma procede molto positivamente, la mano di Di Francesco si nota, soprattutto a livello di tenuta difensiva, Dzeko continua a brillare e il cammino in Champions League è inaspettatamente brillante. I biancocelesti del sottovalutato Simone Inzaghi sono un piccolo Napoli: giocano divinamente, sono moderni, difensivamente tengono bene, segnano tanto.

Una sinfonia stupenda, ogni altra parola sarebbe superflua.

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