Alla Continassa il tempo delle attese sembra essere definitivamente scaduto per Teun Koopmeiners: arrivato alla Juventus con l’etichetta di grande colpo di mercato e con un investimento complessivo vicino ai 60 milioni di euro, è oggi al centro di riflessioni profonde e tutt’altro che rassicuranti. Dopo oltre un anno e mezzo in bianconero, il centrocampista olandese non è mai riuscito a trasformare le aspettative in certezze, lasciando la sensazione di un talento smarrito, lontano anni luce da quel leader tecnico e tattico ammirato a Bergamo con la maglia dell’Atalanta.
Da Bergamo a Torino: un rendimento mai all’altezza
Il Koopmeiners visto alla Juventus è apparso spesso spaesato, poco incisivo e incapace di prendersi la squadra sulle spalle nei momenti chiave. Le sue prestazioni, altalenanti fin dal primo mese, non hanno mai dato la sensazione di una vera svolta, nemmeno dopo un lungo periodo di ambientamento. Emblematica, in questo senso, l’ultima uscita in Coppa Italia proprio contro l’Atalanta, la sua ex squadra: una gara che avrebbe dovuto rappresentare una rivincita personale e che invece ha messo in luce tutte le difficoltà del centrocampista olandese. Lento nelle scelte, poco aggressivo e raramente pericoloso, Koopmeiners è apparso distante dal giocatore dominante capace di incidere con gol, inserimenti e personalità.
Un quadro che starebbe spingendo la dirigenza bianconera a interrogarsi seriamente sulla reale compatibilità con il progetto tecnico juventino.
Cessione complicata e rischio “caso Arthur”
Alla luce di queste considerazioni, in casa Juventus si starebbe già valutando una possibile cessione nel prossimo mercato estivo. Tuttavia, la questione è tutt’altro che semplice. Quella bianconera è una società quotata in borsa e non può permettersi operazioni che generino minusvalenze pesanti a bilancio. Per questo motivo, Koopmeiners potrebbe essere ceduto solo a fronte di un’offerta vicina ai 35 milioni di euro, una cifra necessaria per limitare l’impatto economico negativo dell’operazione. Il problema è che, viste le prestazioni offerte finora dal calciatore, appare difficile immaginare club disposti a investire una somma simile.
Il rischio concreto, dunque, è quello di ritrovarsi davanti a un nuovo “caso Arthur”: un giocatore pagato a peso d’oro, incapace di rendere secondo le aspettative e complicato da piazzare sul mercato senza sacrifici economici.