Undici giornate di Premier League, più quattro di Champions League, non sono un campione abbastanza ampio per poter giungere a delle conclusioni definitive, ma c'è materiale per poter fare delle riflessioni. Il city di Pep Guardiola è una macchina da gol e da gioco. L'allenatore Catalano ha plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza, proponendo un "tiki-taka" simile a quello fatto vedere al Barcellona, cercando, però, la verticalizzazione più spesso rispetto alla sua esperienza passata.

Chi ha mantenuto le sue caratteristiche naturali

Alcuni calciatori dei Citizens hanno mantenuto le proprie caratteristiche, in quanto già adatti al gioco di Guardiola. Ad esempio, Fernandinho è rimasto l'ottimo "schermo" davanti alla difesa che è sempre stato, Walker ha mantenuto le sue qualità offensive, mentre Leroy Sané e Raheem Sterling continuano a partire larghi cercando di accentrarsi, movimento che è sempre stato nelle loro corde.

Tutti, però, con qualche sfaccettatura diversa rispetto al proprio passato. Fernandinho, rispetto all'esperienza con lo Shaktar Donetsk e i primi anni al City, in fase di possesso si abbassa molto di più per cercare il fraseggio stretto con i centrali di difesa. Walker, pur mantenendo la spinta offensiva, ha acquisito più capacità nel saper leggere il pressing alto in caso di palla persa. Sanè e Sterling, invece, hanno mantenuto i loro classici movimenti alla ricerca dell'accentramento, ma riescono a dialogare con i compagni per entrare in area, piuttosto che affidarsi a soluzioni personali.

Chi si è "Guardiolizzato"

I maggiori effetti della "Guardiolizzazione" sono evidenziati da Kevin De Bruyne e David Silva, che da ottimi trequartisti quali erano, sono diventate splendide mezz'ali di qualità, somigliando sempre più al duo Xavi-Iniesta da cui partivano le azioni offensive del Barcellona di Guardiola. I due talenti del City si sono adattati alla perfezione al 4-3-3 del tecnico Catalano, gestendo tempi e ritmi di tutte le azioni più pericolose della squadra.

Chi si è "deguardiolizzato"

Con il termine "deguardiolizzazione" intendiamo riferirci a quei calciatori che hanno modificato le loro caratteristiche, allontanandosi, però, dallo stile di gioco del Barcellona. In questa concezione rientra pienamente Gabriel Jesus. Il Brasiliano arrivò a Manchester con la nomea del possibile "nuovo Ronaldo", in quanto velocissimo nel dribbling e molto tecnico. Invece, in questa prima parte di carriera europea, stiamo assistendo ad un Gabriel Jesus che agisce da centravanti puro.

Gabriel Jesus si è "Inzaghizzato". Partecipa poco alla manovra del City, raramente viene indietro per prendersi il pallone, ma all'interno dell'area di rigore è letale, e riesce a finalizzare al meglio tutte le occasioni che i compagni gli creano. Tutto in controtendenza con il Messi attaccante che vedevamo a Barcellona, il più classico dei "falsi nove". L'iperbole dell'accostamento con Inzaghi è atta a far capire il ruolo che gioca il brasiliano in questa squadra.

Centravanti puro, senza fronzoli. Date la palla a Gabriel Jesus in area di rigore e...abbracciatevi, perchè quel pallone finirà in porta.

Di seguito, i 14 gol segnati questa stagione da Gabriel Jesus. Pochi coast to coast in solitaria, tanti gol da centravanti puro. Ecco la sua evoluzione:

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