Antonio Cassano è stato un grande calciatore italiano. Chi ama il calcio non può non averne mai sentito parlare. Il talento di Bari è un mix di genialità e sregolatezza. Il suo comportamento in campo aveva spesso 'annebbiato' le sue prodezze. Di recente il 35enne ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Canal Plus, parlando della sua carriera, della sua vita privata e del suo rimpianto. L'ex attaccante di Roma, Bari, Verona di e altri importanti club ha confessato di essersi pentito di aver abbandonato il Real Madrid. Antonio è consapevole di aver sprecato una grossa occasione: giocava 'nella migliore squadra della storia' e avrebbe potuto vincere tanti altri trofei.

Il suo atteggiamento, però, l'ha allontanato da Madrid. Eppure in quella città avrebbe potuto fare altre grandi cose.

Il sogno di Antonio

Dopo un'infanzia tra stenti e miseria, Cassano era riuscito a realizzare il suo sogno: diventare un calciatore. Le prime maglie importanti sono state quelle di Bari e Roma, poi era riuscito ad approdare al Real Madrid, uno dei team più forti e blasonati del mondo. Era il 2006.

L'estroso attaccante di Bari Vecchia non riuscì a lasciare il segno con i blancos. La permanenza a Madrid, comunque, gli consentì di percepire uno stipendio galattico (circa 8 milioni di euro).

Al Real per sostituire Figo ed Owen

Il Real Madrid acquistò Cassano per sostituire due campioni del calibro di Owen e Figo.

'Questo voleva dire che ero un giocatore importante anche se avevo 23 anni', ha detto l'ex attaccante della nazionale italiana.

Durante il periodo madrileno, Antonio ebbe modo di conoscere due dei più grandi calciatori di sempre, ovvero Ronaldo e Zidane. Quel Real Madrid era fortissimo e tantissimi giocatori avrebbero anche pagato pur di farne parte.

Il talento di Bari invece pensava solo a lamentarsi ed a litigare con l'allenatore.

Quando insultò Capello nello spogliatoio

'Un giorno Capello mi sostituì e diedi di matto nello spogliatoio, lo insultai in spagnolo ed in italiano', ha confessato il 35enne. Liti continue, a Madrid, poi l'addio.

La madre non lavorava e Antonio, per sbarcare il lunario, giocava a pallone per strada.

Molti erano disposti a pagarlo perché il suo talento era indiscusso. Alla fine quell'abilità gli ha permesso di diventare ricco e celebre. Peccato per la spiacevole avventura al Real Madrid. Oggi Antonio ricorda con piacere le sue avventure sui campi da calcio, dedicandosi di più a moglie e figli.