Aurelio De Laurentiis è sicuramente un personaggio controverso: presidente della Società Calcio Napoli, ha riportato in auge il team partenopeo che era crollato a seguito di una gestione fallimentare, da subito però si è fatto notare anche per un carattere a dir poco turbolento.

La Juve? Gestita da una famiglia troppo potente!

Il presidente De Laurentiis di recente ha attaccato nuovamente la Juve, o per meglio dire l'intero sistema calcio, che secondo il produttore cinematografico, sarebbe eccessivamente influenzato da questa società sportiva. La ragione è semplice: il team è retto da una tra le famiglie più ricche e potenti d'Italia e quindi, anche senza volerlo, ci tiene a precisarlo, possono spingere arbitri, calciatori, giudici sportivi e quant'altro ci sia, a favorirla in determinati contesti.

L'attacco diventa più duro quando Aurelio De Laurentiis sottolinea che una famiglia formata da uomini così potenti, intreccia reti di conoscenze così fitte da rendere qualsiasi settore influenzabile. Una dichiarazione abbastanza forte che si sa farà discutere. Anche perché lascia intendere che anche nel campionato di Serie A in corso, vi siano delle pressioni dall'alto. Il presidente del Napoli non è però nuovo a dichiarazioni molto forti. Vediamo quali sono state le più clamorose.

I procuratori sono il cancro del calcio

I procuratori sono stati vittime dell'ira di De Laurentiis: li ha definiti il cancro del calcio, proponendo una riforma rivoluzionaria dello sport, che dovrebbe prevedere la cancellazione degli Agenti FIFA.

Lo spunto glielo ha dato proprio il suo lavoro. Nel mondo del cinema i produttori pagano gli attori che con quei soldi stipendiano i propri agenti, nel calcio invece i presidenti pagano di tasca loro anche queste figure, che a dirla tutta sono molto discusse e spesso sono causa di rottura con presidenti e calciatori.

Tuttavia nessuno aveva mai usato parole così dure e la polemica fu servita su un piatto d'argento.

Altra vittima abituale delle frecciatine del produttore è l'ex stella del Napoli Gonzalo Higuain. Tra i due i rapporti si sono deteriorati tempo addietro ma di recente De Laurentiis è tornato all'attacco, definendo l'argentino una persona priva di cultura. La ruggine emerse con prepotenza però qualche anno fa, quando i giornalisti chiesero al presidente del Napoli aggiornamenti sulla situazione contrattuale di Higuain ed egli aveva detto, senza pensarci due volte, che coi soldi ricavati dalla sua vendita avrebbe potuto acquistare almeno altri 8 calciatori con lo stesso talento.

Peccato che ciò poi non sia capitato, altrimenti non si spiega la prerogativa fondamentale del Napoli attuale: la panchina corta!

Un certo complottismo

La matrice cospirazionista è assai presente negli atteggiamenti di De Laurentiis. Lo scorso ottobre, presso un'emittente locale, il produttore aveva commentato i recenti trionfi della sua squadra, con parole davvero shockanti. Egli ha sostenuto infatti che la VAR è uno strumento utile ma se usato in maniera corretta. E dunque si è appellato ad un certo meridionalismo, sostenendo che il Sud trionfatore da fastidio e per tale ragione qualcosa dall'alto e dal Nord inventeranno, per nullificare la VAR e per frenare l'ascesa partenopea.