Pesante battuta d'arresto per la Roma nella corsa a uno degli ultimi due posti per la prossima edizione della Champions League: all'Olimpico passa la Fiorentina, alla sesta vittoria consecutiva, ormai lanciatissima verso la zona Europa League. Sul fronte formazioni, parecchie le novità proposte da entrambi gli allenatori: nella Roma confermato Bruno Peres a destra dopo l'incoraggiante prestazione di Barcellona, sulla corsia opposta c'è Juan Jesus, a concedere uno dei rari turni di riposo della stagione a Kolarov. Cabina di regia affidata a Gonalons, affiancato da Strootman e dal rientrante Nainggolan.

In attacco, al fianco dell'inamovibile Dzeko, El Shaarawy e Defrel, reduce anche lui da un discreto spezzone di gara al Camp Nou. Ancora indisponibile Under. Nella Fiorentina le assenze sono numerose e non di poco conto: mancano all'appello Thereau, Badelj e soprattutto Chiesa. Pioli cambia modulo e mette due trequartisti (Eysseric e Saponara) alle spalle del "cholito" Simeone.

Roma-Fiorentina, il primo tempo

Il difficile pomeriggio della Roma inizia a dare i primi, inquietanti segnali, al settimo minuto: Saponara raccoglie sul secondo palo un lungo calcio piazzato e serve nel cuore dell'area Benassi, lasciato colpevolmente solo e libero di incrociare col sinistro per il vantaggio degli ospiti.

Gli uomini di Di Francesco, tuttavia, sembrano non accusare il colpo: iniziano infatti ad alzare progressivamente il baricentro e a crearsi delle buone occasioni. Al decimo una fucilata di Strootman dai 25 metri trova una grande reazione di Sportiello, che continuerà ad essere protagonista assoluto per tutta la durata dell'incontro, eccezion fatta per l'occasione concessa al tredicesimo a Dzeko, dopo aver perso palla in seguito a uno scontro con Victor Hugo; il tocco del bosniaco da posizione ravvicinata ma angolatissima, tocca il palo e si spegne sul fondo.

Nella fase centrale del primo tempo la Fiorentina prende le misure e inizia a soffrire di meno gli attacchi giallorossi, che tornano a rendersi pericolosi alla mezz'ora, quando, nel pieno di una mischia in area di rigore, il pallone arriva a Defrel che si attarda nel controllo e viene chiuso dai difensori viola.

Controllo pressochè totale della Roma che, però, come successo in settimana a Barcellona, persevera nella pessima consuetudine di concedere gol ad ogni occasione: è il 39' quando Giovanni Simeone sfida da solo mezza retroguardia romanista: resistendo ai contrasti di Manolas e Bruno Peres, si presenta solo davanti ad Alisson e lo anticipa con un tocco morbido che finisce in rete: 0-2, una mazzata tremenda, a pochi minuti dall'intervallo.

Secondo tempo, cambi e speranza

La ripresa vede l'immediato inserimento di Patrick Schick al posto di un deludente Defrel. Dopo neanche trenta secondi Dzeko ha sul sinistro l'occasione di riaprire subito i giochi, ma Sportiello è nella sua giornata di grazia e allungandosi in tuffo toglie la palla dall'angolino destro.

E' questa la frazione di gara che vede i padroni di casa produrre il massimo sforzo: all'11' un delizioso assist d'esterno di Schick libera in area Nainggolan che centra Sportiello con un appoggio debole e impreciso. Di Francesco vuole dare la scossa decisiva con le soluzioni che ha in panchina: Kolarov sostituisce Juan Jesus e dieci minuti più tardi Florenzi prende il posto di Strootman, mentre Pioli toglie Eysseric (ancora una volta deludente e mai in partita) per fare spazio a Gil Dias. E' proprio Florenzi che, al 74', con uno splendido cross premia un perfetto inserimento offensivo di Schick: il colpo di testa della punta ceca vola sul secondo palo, scavalca Sportiello ma si schianta sulla traversa.

Sull'angolo che ne segue Fazio arriva dalle retrovie e con un altro colpo di testa colpisce lo stesso legno che probabilmente ancora tremava dall'occasione di pochi secondi prima: è in questo momento che, probabilmente, ogni tifoso romanista si è definitivamente reso conto di quale sarebbe stato l'epilogo di questa sfortunata partita. E' infatti l'ultima emozione: Fabbri fischia tre volte, il pubblico dell'Olimpico molte di più. Si prospetta una notte agitata per Di Francesco, tra le inseguitrici che ormai mettono la freccia (Torino-Inter alle 12.30, Udinese-Lazio alle 18.00) e i probabili rimorsi per una formazione iniziale che, a posteriori, si è rivelata fin troppo sperimentale, soprattutto in considerazione della misura dell'impresa che servirebbe martedì per ribaltare l'1-4 subito dal Barcellona.

Nainggolan mostra chiaramente di non essere al top della condizione, il finale di gara di Dzeko denota la sua stanchezza, dopo essersi caricato per l'ennesima volta sulle spalle il peso di quasi tutte le manovre offensive. Nel reparto arretrato, se Alisson non è in giornata, sono guai. Continua inoltre la stagione negativa della Roma nelle partite in casa: sesta sconfitta dall'inizio del campionato. Numeri che complicano le ambizioni europee dei capitolini.

Segui la pagina Serie A
Segui
Segui la pagina Fiorentina
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!