Che l'impresa fosse difficile era sotto gli occhi di tutti. Ribaltare lo 0-4 subito dal Racing Fondi all'andata, società ripescata in seguito al ricorso presentato, rappresentava un ostacolo improbo per i ragazzi di mister Longo e Melissano. Ma a vedere quel che è successo in campo, i ragazzi hanno dato tutto, cuore, anima e gambe. Hanno messo tutto l'impegno e l'energie che aveva richiesto il tecnico durante questa settimana, ma che rappresentava il "credo" di quest'anno, mai mollare. Erano quasi riusciti nella "remuntada", ma le cose non vanno sempre per il verso giusto e, in ragione alla tanta mole di gioco e pressione agonistica ci si aspettava alla fine quella marcatura che avrebbe consentito di giocarsi ancora la qualificazione.

Il match è però terminato 4-1 per i giovani salentini, risultato non sufficiente per accedere alle semifinali del torneo.

Vincere o crescere, il dilemma dei settori giovanili

Se l'obiettivo è quello della vittoria in assoluto siamo qui a recriminare, ma se si sposta la mira su qualcosa di più ambizioso, bisogna fare un plauso a chi ha saputo trarre il meglio da un organico sottodimensionato per la categoria. L'espressione tecnico-tattica del Lecce nel campionato Berretti è senza dubbio la migliore fatta vedere in questi ultimi anni di attività. Fraseggi, ricerca del gioco veloce e dinamico, cambio di modulo a seconda delle esigenze sono solo alcune delle situazioni emerse in questa stagione. E la domanda sorge spontanea, se è meglio vincere un torneo o, invece, preparare e far crescere futuri talenti per renderli essere disponibili sul mercato ed al club.

Una società ed un allenatore si misurano per quanto di buono riescono a trasmettere e insegnare ai propri ragazzi. Chi persegue a questa età l'unico obiettivo della vittoria incappa ormai nell'errore frequente di voler emergere a tutti i costi, senza dare poi nulla, rinunciando a crescere e, alla fine, si cresce anche e soprattutto con le sconfitte.

L'errore frequente nei settori giovanili è proprio questo, quando si gestiscono nell'unico interesse del risultato si rischia di avere 'pedine in campo' e non uomini preparati a saper interpretare a seconda delle esigenze un copione, nello sport come nella vita.

Addestrare talenti senza pensare alla vittoria

Questo è il lavoro, ora sta alla società trarne le conclusioni, perchè il bello viene ora.

Quale sarà il futuro del settore giovanile, vincere o crescere e preparare giovani per la prima squadra ? Resta un dilemma da risolvere, la programmazione è già iniziata e la via da percorrere dovrà essere chiara fin dal principio. La scelta non è difficile, basta guardarsi intorno a realtà già esistenti che hanno preceduto questa esperienza e non lasciarsi condizionare da facili proclami illusori. L'esperienza insegna che vincere potrà risultare più facile, ma addestrare talenti ed aiutarli a diventare uomini ancor prima che calciatori, è molto più difficile.

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