Negli ultimi anni il calcio europeo di seconda e terza fascia sta vivendo una trasformazione silenziosa ma evidente: gli stadi si svuotano, sempre meno spettatori. Un fenomeno che colpisce soprattutto Italia e Francia, mentre Germania e Inghilterra continuano a rappresentare un’eccezione strutturale, non episodica.
Dominano Germania e Inghilterra
I numeri della Serie B nei cinque principali campionati europei parlano chiaro. La Germania guida con una media impressionante di 28.800 spettatori, seguita dall’Inghilterra a 21.992. Più staccate Spagna (12.484), Italia (9.490) e soprattutto Francia (7.914).
Un divario che non è solo economico, ma culturale, infrastrutturale e organizzativo.
Serie C: Italia fanalino di coda per media spettatori
Il quadro diventa ancora più critico osservando la Serie C. Anche qui Inghilterra (10.687) e Germania (10.372) mantengono standard elevati, mentre Spagna (4.310), Francia (3.418) e Italia (2.660) mostrano segnali evidenti di sofferenza. In Italia il dato è ulteriormente frammentato: 3.455 nel girone C, 2.946 nel girone B, appena 1.580 nel girone A. Numeri che raccontano un campionato sempre più distante dal pubblico.
Germania e Inghilterra, invece, giocano un’altra partita. Stadi moderni, trasporti efficienti, prezzi accessibili, forte identità territoriale e un legame mai interrotto tra club e comunità.
Qui anche la “provincia calcistica” è un prodotto credibile, vissuto, sostenibile. Altrove, no.
Le eccezioni italiane
In Italia, però, esistono ancora eccezioni virtuose. In Serie B spiccano Palermo con 28.965 spettatori di media e Sampdoria a 23.152. Poi il vuoto: la terza, Modena, si ferma a 11.140, con un distacco che evidenzia una frattura netta.
In Serie C il pubblico risponde solo dove esistono storia, identità e ambizione. Spiccano:
- Catania (17.550)
- Salernitana (11.765)
- Vicenza (9.933)
- Ascoli (9.716)
- Union Brescia (8.994)
- Sambenedettese (6.332)
- Benevento (6.159).
Realtà che dimostrano come il problema non sia il livello, ma il progetto. Il messaggio è chiaro: senza riforme strutturali, stadi adeguati e un’idea moderna di calcio, Serie B e Serie C rischiano di diventare sempre più marginali. Germania e Inghilterra indicano la strada. Italia e Francia devono decidere se seguirla o accettare un declino lento, ma costante.