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Mauro Icardi 'degradato', nella storia dell'Inter alla fine i passaggi della fascia non sono stati tantissimi, Samir Handanovic è il 26° capitano in 110 anni. Alcuni come Armando Picchi, Sandro Mazzola o Javier Zanetti sono stati i capitani per antonomasia, altri sono ricordati per serietà e carisma. Altri ancora sono state meteore, tra questi Andrea Ranocchia che ereditò la fascia direttamente da Zanetti nel 2014 e fu costretto a cederla ad Icardi nella stagione successiva. Per il difensore fu un vero trauma. Ma in ogni caso, quanto accaduto a Maurito non ha davvero precedenti nella storia nerazzurra: gli è stata tolta la fascia e la delusione è stata tale che ha deciso addirittura di non partire per la trasferta in Austria valida per l'Europa League.

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Alla base del provvedimento, le motivazioni devono essere necessariamente molto serie. L'ipotesi più probabile è legata alle beghe sul rinnovo del contratto, ma siamo nel campo delle mere ipotesi perché ufficialmente non sappiamo nulla. Ad ogni modo Icardi non è il primo capitano 'degradato' nella storia del calcio, si sono alcuni precedenti invero illustri e tra questi, uno riguarda il mitico Johan Cruyff.

La votazione dei giocatori dell'Ajax che portò alla partenza di Cruyff

Nella stagione 1972/73 l'Ajax è la squadra più forte d'Europa, reduce da due anni consecutivi in cui ha sollevato la Coppa dei Campioni. Ma nello spogliatoio dei lancieri inizia ad esserci un pò di maretta e, nello specifico, coinvolge due grandi amici come Johan Cruyff e Piet Keizer.

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Il primo è capitano dell'Ajax e non potrebbe essere altrimenti, giocatore carismatico ed universale, leader in campo e fuori. Carisma che non difetta certamente al compagno che, alla luce della sua lunga militanza in maglia biancorossa, si ritiene degno di indossare la fascia. Non è la società a decidere, ma i giocatori: l'Ajax di quegli anni non è soltanto il portavoce di una rivoluzione tattica che nel mondo del calcio ha pochi paragoni, ma anche fulgido esempio di democrazia interna. La questione, pertanto, viene sottoposta ai voti e la squadra sceglie Keizer. Cruyff si lega al dito la 'sconfitta elettorale': chiuderà la stagione sollevando da capitano la terza Coppa dei Campioni di fila, quella vinta a Belgrado ai danni della Juventus.

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Poi non lascerà solo la fascia, ma anche squadra e Paese: si trasferirà al Barcellona, nella Liga spagnola che ha appena riaperto le frontiere ai giocatori stranieri, al termine di una lunghissima trattativa che culminerà con la firma del contratto con il club blaugrana nell'agosto del 1973.

Altri capitani 'tormentati'

Quello di Cruyff è il caso più celebre, ma non il solo, di un capitano che perde i gradi. Due circostanze riguardano il calcio italiano e la Roma in particolare. Nel 1992 l'allenatore giallorosso Ottavio Bianchi toglie la fascia a Giuseppe Giannini dopo una lite e la consegna a Rudy Voeller. L'attaccante tedesco la deterrà fino alla fine della stagione e ciò comporterà anche l'inasprimento dei rapporti tra i due calciatori. L'attuale allenatore dell'Inter, Luciano Spalletti, è invece protagonista della 'degradazione temporeanea' di Daniele De Rossi nel 2016, dopo la sconfitta della Roma con il Porto nei preliminari di Champions League. Nella circostanza De Rossi perde la testa e si fa espellere, ne risente l'intera squadra che perde 0-3. Spalletti gli toglie la fascia per un mese. A livello di nazionali si ricordano i casi di John Terry e Neymar. L'inglese perse la fascia alla vigilia dei Mondiali sudafricani del 2010, Fabio Capello la tolse dal suo braccio per affidarla a Rio Ferdinand. A pesare sulle decisione le accuse di razzismo nel confronti di Terry. Il fuoriclasse brasiliano, invece, rinunciò ai gradi di capitano della selecao dopo la vittoria del torneo olimpico di calcio del 2016. A suo dire sarebbe stato 'un onere troppo pesante da sopportare'. Tite, arrivato da poco alla guida della nazionale maggiore, rispetta la scelta di Neymar e si inventa 'il capitano a turno': la fascia viene indossata da diversi giocatori durante il torneo di qualificazione ai Mondiali 2018. Lo scorso autunno lo stesso Tite propone a Neymar di diventare capitano e stavolta O'Ney accetta.