Ci pensa il Toro, così come contro il Parma. La vittoria per 1-0 in casa del Rapid Vienna nel match d'andata dei sedicesimi di finale di Europa League porta la firma di Lautaro Martinez che si procura un calcio di rigore e lo trasforma. Per il resto si guadagna la palma del migliore in campo, c'era grande attesa per la prova del giovane argentino dopo il 'terremoto Icardi' e l'Inter aveva bisogno di rispondere subito sul campo alle tante polemiche.

Con una vittoria, certamente: è importante perché si tratta della seconda consecutiva tra campionato e coppa ed arriva in una fase delicata. Preziosa perché nell'ottica di un doppio turno continentale arriva in trasferta e mette, pertanto, una seria ipoteca sul passaggio del turno. Ma anche obbligata, il Rapid è davvero poca cosa: formazione di discreti mestieranti del pallone, dotati di buona fisicità e null'altro. L'Inter vince di rigore, con il minimo sforzo e, nell'ennesima fase problematica della stagione, può anche andar bene così.

Le pagelle: difesa, de Vrij perfetto

Handanovic 6: per lui è una gara importante, la prima da capitano dell'Inter. Se la cava con una serata di ordinaria amministrazione dove l'unico brivido arriva da una deviazione di Knasmullner che il portierone sloveno alza sopra la traversa.

Cedric 6: diligente ed ordinato anche se poco propositivo in avanti, per il momento merita comunque la fiducia di Spalletti.

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Inter

Dimostra buone doti difensive quando Ivan lo impegna un pò di più nel secondo tempo.

De Vrij 7: monumentale, anche se non si trova certamente di fronte avversari insormontabili. L'olandese comunque non sbaglia nulla ed è utile in fase di costruzione, quando rovescia il fronte del gioco con lanci lunghi piuttosto precisi. In area di rigore non c'è storia, sulle palle alte arriva sempre per primo.

Miranda 6: attento e pulito, non concede quasi nulla agli attaccanti del Rapid.

Un rientro tutto sommato positivo anche se giocare accanto ad un de Vrij in gran spolvero rende la vita più facile

Asamoah 6: si prende un grosso rischio nel primo tempo che poteva costar caro, quando ancora il match era a reti bianche. Per il resto non commette altre sbavature e mantiene con personalità la sua fascia di competenza.

Centrocampo, Valero punto nevralgico mentre in attacco Lautaro fa reparto da solo

Vecino 6,5: rispetto ad altre prestazioni si avventura meno in percussioni centrali, anche perché il Rapid non concede molto spazio.

Ad ogni modo si fa notare nel primo tempo quando innesca Lautaro e lo manda in porta, perde pochissimi palloni e riesce anche a sfiorare il gol di testa.

Borja Valero 7: il migliore nel settore nevralgico del campo, è presente un pò ovunque: si fa trovare pronto nel servire i compagni in avanti e va a tamponare davanti la difesa. La sua esperienza in una serata delicata è fondamentale.

Naiggolan 6: un passo indietro rispetto a Parma, mezzo punto in più per l'impegno e la voglia di rivalsa che dimostra anche se non è sempre preciso.

Quando trova spazio nella robusta mediana austriaca riesce a creare superiorità numerica. Poco reattivo nella circostanza di una fuga di Perisic dove viene sprecata una buona occasione per arrotondare il punteggio (82' D'Ambrosio sv).

Politano 6: quando si accentra per mettere al servizio della squadra il suo sinistro crea sempre grattacapi alla difesa viennese, per il resto è meno brillante rispetto ad altre partite. Vistoso il suo calo nel secondo tempo (78' Candreva sv).

Perisic 5,5: unica nota realmente stonata della serata, sebbene Potzamann nella sua zona di competenza gli conceda fin troppa libertà e spazi in cui il 'vecchio' Perisic sarebbe stato devastante. Una sola azione degna di nota intorno alla mezz'ora della ripresa, ci si chiede ormai da troppi mesi dove sia finito il suo talento.

Lautaro 7,5: migliore in campo tra le file nerazzurre e non solo per il gol su rigore che lui stesso si procura. Il 'caso Icardi' gli ha portato molti occhi addosso, lui se la cava con una grande prestazione, grintosa e volitiva. Considerato Politano non al top e Perisic sottotono, possiamo ben dire che fa reparto da solo mostrando di meritare la maglia da titolare per concentrazione e personalità.

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