Jurgen Klopp pianta per la quinta volta il suo vessillo sul prato dell'Allianz Arena e conduce i suoi ai quarti di finale di Champions League. Dopo i quattro successi con il Borussia Dortmund, questa volta è toccato al Liverpool invadere ed espugnare il fortino di un Bayern giunto ad un incrocio importante, a destra si va verso il ricambio generazionale, a sinistra verso annate sempre piú difficili. Ribery questa sera ha danzato (discretamente) per l'ultima volta sul palcoscenico della Champions, Robben è rimasto ancora una volta dietro le quinte ad osservare i suoi allievi ed a riflettere su chi sarà il nuovo primo ballerino dell'Allianz.

Difficile dirlo perché la batteria dei giovani talenti bavaresi è ampia, ma la classe dell'olandese un dono raro. Gnabry è forte, veloce, giovane....troppo giovane? Il gol dell'1-1 sgorga da un suo dribbling, ma quando c'è da trascinare si nasconde un po' dietro il sipario lasciando uno spento Lewandowski da solo in scena. Coman è entrato bene, ha provato a dare quel brio fin lì mancato ad una squadra lenta e prevedibile, ma la sostanza è poca cosi come la cattiveria sotto porta.

La partita

Il Liverpool, invece, ricalca alla perfezione la grinta del suo allenatore. Un solo tiro nello specchio concesso in 180' a Lewandowski & co. ed una capacità di fiutare le debolezze dell'avversario fuori dal comune.

I Reds ci mettono una ventina di minuti prima di capire che il Bayern non ha intenzioni particolarmente bellicose, almeno in avvio, ed allora decide di provare a portare la barca in porto prima che il mare si agiti. Il vantaggio arriva dopo 26' minuti. Mané si avventa come un leone su un lancio di Van Dijk e strappa il pallone al povero (e morbido) Rafinha, sfrutta la scampagnata avventata di Neuer e ricama un tocco sotto che si adagia in rete.

Il gol è una secchiata d'acqua gelida per i tedeschi che si svegliano dal torpore. Lo spunto di Gnabry sulla destra è vincente e Matip (uno dei migliori in campo) infila Allisson nel tentativo di togliere la sfera dalla disponibilità di Lewandowski. Qui finisce la partita del Bayern. La squadra di Kovac appare priva di idee, poco determinata, e sembra quasi lasciarsi trasportare dal flusso della gara.

Il 2-1 firmato Van Dijk è la fotografia della voglia e della "garra" dei ragazzi di Klopp, con il centralone olandese che si arrampica in cielo e di testa batte Hummels e Neuer. I tedeschi provano ma non riescono a reagire e nelle praterie dell'Allianz iniziano a scorrazzare le gazzelle in maglia grigia. Prima Salah ignora Manè tutto solo davanti a Neuer e prova un tiro ad alto coefficiente di difficoltà che è un inno all'egoismo. Poi si redime e serve al senegalese il pallone che vale l' 1-3 e gli risparmia un bel po' di rimproveri nello spogliatoio. Avanza il Liverpool, il Bayern è fuori e potrà concentrarsi a pieno sulla questione campionato, da risolvere faccia a faccia con il Dortmund, e su quella futuro, da costruire giorno dopo giorno.

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