Nell'ultimo periodo Walter Sabatini, ha dovuto affrontare problemi di salute molto seri, rischiando di morire. Il direttore dell'area sportiva della sampdoria ultimamente è sparito dai radar ed ecco così spiegata la sua assenza dalla TV e dalle sale stampa per le interviste, era entrato anche in coma e ora finalmente sta meglio.

Sabatini è entrato in coma ai tempi dell'Inter

Walter Sabatini è uno dei dirigenti sportivi italiani più preparati, oltre ad essere il direttore dell'area sportiva di una squadra molto blasonata come la Sampdoria.

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Di interviste in TV nell'ultimo periodo non se ne sono proprio viste e grazie alle sue parole ora si capisce il vero motivo della sua assenza, vale a dire i problemi di salute. "Il mio corpo da anni mi mandava segnali importanti. Era di sabato, dovevo partire per la Cina e in caso di partenza sarei morto. Il venerdì mi avevano fatto ansiolitici e cortisone per stabilizzarmi e l'ultimo ricordo di quel periodo è uno scambio di messaggi con Carlo Osti".

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Da quel momento è lo stesso Walter a confidare di essere sparito dalla vita, sapendo di essere entrato in coma e non sapendo effettivamente cosa gli fosse realmente accaduto. "Ferrero non mi ha mai fatto pesare le mie assenze forzate da Genova, piuttosto, è stato il mio orgoglio a tormentarmi per le mie assenze e per non aver potuto aiutare la Sampdoria in determinati periodi. Devo ringraziare anche la squadra, che grazie ai successi mi ha aiutato a riprendermi".

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Curiosità A.S. Roma

Sabatini prende 15 compresse al giorno

Il vero problema di Sabatini al momento si chiama sigaretta, visto e considerato che ha sempre fumato molto e ora non è facile farne a meno.

"Prendo 15 tranquillanti per evitare di avere a che fare nuovamente con la sigaretta e per me starne senza è una tragedia. Ma ne faccio a meno, in quanto lo devo a chi mi vuole realmente bene. Quando ero in coma penso di aver visto il paradiso che sembrava un supermercato, ora spero che il mio paradiso calcistico sia la Sampdoria a fine campionato".

Sabatini è un uomo molto stimato nel mondo del calcio ed è stato capace di veri e propri miracoli sportivi ai tempi di Palermo, in cui è riuscito a portare in Sicilia calciatori del calibro di Cavani, Dybala e Pastore.Non solo la capacità di effettuare acquisti mirati, ma sopratutto il fiuto per l'affare con questi fenomeni, che dopo essere stati comprati per pochi spiccioli sono stati rivenduti a cifre esorbitanti.

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