La notizia della causa legale intentata da Mauro Icardi nei confronti dell'Inter ha indubbiamente scosso in queste ultime ore non solo l'ambiente nerazzurro ma anche il mondo del calcio. Il Corriere della Sera è riuscito ad apprendere con quali motivazioni l'attaccante argentino si è rivolto al collegio arbitrale che, con un apposito lodo, sarà chiamato a sancire se il bomber ha subito realmente dei comportamenti "discriminatori" da parte della società milanese.
Infatti, tra le ragioni addotte dal giocatore sudamericano per trascinare in tribunale il club lombardo, ci sarebbero atteggiamenti vessatori e discriminatori nei suoi confronti che lo avrebbero danneggiato non solo nella dignità personale, ma anche nell'immagine e nella sua "reputazione professionale".
Di conseguenza, le richieste dell'ex capitano interista sono chiare: un risarcimento danni di circa 1,5 milioni di euro, ossia il 20% dello stipendio lordo che percepisce attualmente dalla società di Zhang (che supera di poco i 7,5 milioni), e in più il pieno reintegro in gruppo, giacché finora ha sempre preso parte alle sedute atletiche ma non a quelle tattiche di Antonio Conte.
L'Inter avrà tempo fino a martedì prossimo per nominare un suo legale, dopodiché la disfida si trasferirà a tutti gli effetti in un'aula di tribunale. Pare che Wanda Nara già dai primi di agosto stesse pensando di far partire una vera e propria causa giudiziaria, ma nonostante ciò il presidente Zhang e i suoi collaboratori sarebbero rimasti sorpresi sulle modalità e sui tempi scelti dall'entourage dell'attaccante 26enne per comunicare ufficialmente la propria decisione.
Infatti il ricorso al collegio arbitrale è giunto dopo una lunga serie di attestati d'affetto e di attaccamento alla squadra milanese da parte di Icardi, e di conseguenza non si capisce come poi abbia potuto repentinamente arrivare a quello che ormai è uno scontro frontale a tutti gli effetti.
La comunicazione ufficiale in Viale della Liberazione da parte dell'avvocato del centravanti sudamericano sarebbe arrivata giovedì sera.
Invece, per quanto concerne i tempi del collegio arbitrale, se non si arriverà ad una cessione del centravanti argentino in questi ultimi giorni di mercato, i giudici dovrebbero esprimere la sentenza tramite un lodo nel giro di tre mesi.
Icardi: prove e riferimento all'articolo 7 dell'accordo collettivo dei calciatori
Entrando maggiormente nel dettaglio della documentazione approntata dai legali di Mauro Icardi per fare causa all'Inter, il Corriere della Sera rivela che sarebbero state raccolte ben 41 prove che - secondo il giocatore e i suoi collaboratori - attesterebbero le "vessazioni" che negli ultimi tempi avrebbe subito dalla società meneghina.
Tra queste ci sarebbero anche filmati e video, nonché la dichiarazione da parte dell'ex numero 9 di essere stato addirittura escluso dalla chat ufficiale della squadra che di solito viene utilizzata per informare l'intero organico degli orari e delle modalità di allenamento. Inoltre pare che "Maurito" abbia citato come testimoni tutti i suoi compagni di squadra che, dunque, quasi certamente verranno ascoltati sulla vicenda.
Nello specifico, il calciatore avrebbe fatto appello all'articolo 7.1 dell'Accordo Collettivo dei calciatori, adducendo a suo favore quanto già accaduto ai colleghi Albertazzi del Verona e Puggioni del Chievo che, in effetti, hanno ottenuto delle sentenze a loro favorevoli ai danni dei rispettivi club.
Per il momento pare che l'Inter sia piuttosto tranquilla sulla "questione allenamenti", avendo consentito al proprio tesserato di lavorare sempre con tutto il gruppo, escludendolo poi dalle sessioni tattiche, ma questa non sarebbe una sorta di "discriminazione", bensì una piena e libera facoltà del tecnico.
Intanto la battaglia legale non esclude a priori che in questi ultimi giorni di mercato si possa trovare una soluzione per sancire l'addio di Icardi all'Inter. L'avvocato dell'attaccante argentino, Giuseppe Di Carlo, avrebbe affermato che si starebbe continuando a lavorare anche in questa direzione. Per quanto concerne il club nerazzurro, invece, l'amministratore delegato Beppe Marotta starebbe cercando una via d'uscita anche in prestito che, ad oggi, con il Monaco messo da parte, sarebbe rappresentata soprattutto dall'Atletico Madrid e dal Paris Saint-Germain.